Migliorarsi sempre!

di Stefania Ingrassia

Un passato da top model e da “Signorina Buonasera” per Janet De Nardis, oggi impegnata su Sky Arte per raccontare “gli anni ruggenti”


Conduttrice televisiva, attrice, direttrice del primo festival italiano delle web serie e dei fashion film, docente universitaria. Quello di Janet De Nardis è un percorso artistico dalle mille sfaccettature e di tutto rispetto. Anche se come spesso ha dichiarato proprio non riesce a scegliere un contesto dove si sente maggiormente a proprio agio. Infatti, la particolarità e la bravura della De Nardis sta proprio in tutte queste “cose”: ogni lavoro che ha fatto le ha permesso di esprimere se stessa. È una di quelle donne che detesta il cliché italiano del doversi identificare necessariamente con qualcosa, ed è convinta che l'iper specializzazione stia togliendo spessore alle persone. Janet De Nardis più volte sottolinea che la mancanza di esperienze in vari livelli e settori non permette la crescita personale e professionale, infatti, nelle grandi aziende i futuri manager sono quelle persone che per anni verranno spostate di settore in settore, di sede in sede, di ruolo in ruolo, per potenziare le capacità di problem solving, mentre i dipendenti che sono destinati a non "crescere" faranno per moltissimi anni, forse per sempre, la stessa cosa. Li chiamano operai specializzati, in realtà sono quelle persone che non devono fare domande e non devono avere il desiderio di migliorarsi in quanto spaventati dal cambiamento e dall'insicurezza data dal fatto che hanno sempre fatto una cosa sola. Ecco, la De Nardis non è mai spaventata davanti alle nuove sfide, questo perché ama il cambiamento, che porterà sempre qualcosa di positivo rendendola una persona migliore e più completa. -taglio- Sei docente universitario presso l'università La Sapienza di Roma del corso in "web series e produzioni multimediali". Come vivi l'esperienza nel campo della formazione? "Sono molto orgogliosa di essere docente del primo corso dedicato alle web serie in Italia. È un'occasione importante per portare un tema molto vicino ai giovani, sui banchi dell'università, dando una reale occasione di trasformare delle passioni in mestieri. Ai miei studenti cerco di trasmettere l'amore per lo studio tentando di fare capire che l'impegno, a lungo andare, verrà premiato, mentre l'indugiare determina la possibilità di perdere occasioni che spesso non si ripresenteranno. Insegnare comporta una responsabilità importante nei confronti dei giovani che si apprestano a fare il loro ingresso nel mondo lavorativo. È necessario saper guardare ai successi con soddisfazione ma ancor di più analizzare gli insuccessi con autocritica e da questi fare emergere la forza e la grinta per migliorarsi." Sei un vulcano di idee brillanti e di energia. Come riesci a fare tutto? Ci sveli il tuo segreto... "Il mio segreto è la passione! Fare tutto con grande amore e passione come se fosse indispensabile affinché possa sorgere un nuovo giorno. Per me è quasi impossibile non portare a termine qualcosa: quando decido che voglio realizzare un progetto, anche se lungo il percorso scopro che non era esattamente come lo immaginavo, lo porto fino in fondo perché mi è stato insegnato così e io sento che non finire qualcosa mi rende molle, mi indebolisce nello spirito. Il segreto è trasformare, plasmare sempre le cose in quello che ci rende felici. Non c'è niente di davvero negativo se impariamo a guardare le cose da prospettive diverse. Cito una frase di Diderot che mi è stata detta in passato: ‘C’è un solo dovere: essere felici; e c’è una sola virtù: la giustizia’. Non riesco a fare tutto, ma, tutto quello che faccio è frutto di amore e impegno." Quali sono i tuoi progetti futuri? Cosa bolle in pentola? "Il 27 Febbraio è andato in onda su Sky Arte uno speciale sull'Art Dèco. Ho avuto il piacere di condurre questa puntata, registrata a Forlì presso i Musei di San Domenico e trasmessa in prima serata in un affascinante viaggio alla scoperta di quello che fu uno dei movimenti culturali tra i più fervidi ed eclettici del secolo scorso, attraverso oltre 400 opere. Sono laureata in architettura e la prima grande passione resta l'arte soprattutto se si esprime nel design.-taglio2- La bellezza è armonia e quest'ultima rende la vita più bella e piacevole e io non saprei farne a meno. Ho tantissimi sogni nel cassetto! Primo tra tutti quello di sviluppare alcune idee creative e la realizzazione di un nuovo format che unirà la televisione e il web. Due delle realtà che hanno cambiato la mia vita: la prima con il mio lavoro di conduttrice, la seconda con l’ideazione e la direzione del Roma Web Fest. Il Festival che quest’anno giunge alla V Edizione.” Sei sposata da tre anni. Come hai conosciuto tuo marito? "Ho conosciuto mio marito durante una normalissima cena tra amici. Non è stato amore a prima vista, ma il destino aveva programmato l'incontro nel momento ideale delle nostre vite. Entrambi con le nostre esperienze, le conquiste e i fallimenti che ci avevano resi maturi al punto giusto per poter apprezzare l'amore e riconoscerlo. Dopo una breve frequentazione, siamo andati a convivere e non ci siamo più lasciati." Sei determinata e ambiziosa, un esempio per tutte le donne che si fanno in quattro per raggiungere i propri obiettivi e desiderano realizzarsi professionalmente e personalmente. Qual è il consiglio che daresti alle nostre giovani lettrici? "Alle donne consiglio di non arrendersi davanti alle difficoltà, di non aver paura del ‘branco’ quando il confronto è con tanti uomini che si sostengono ed emarginano la donna che difficilmente può essere coinvolta nella goliardia tipica del mondo maschile. Per esperienza personale, con il tempo ho sempre ottenuto la stima degli uomini, anche quelli più diffidenti, e sono stata supportata dalle donne che riescono a fare molte cose contemporaneamente e quando capiscono che ‘l'altra’ non è una minaccia, ma è pronta a dare il suo contributo, sono grandi alleate. In Italia il ruolo della donna non è semplice: viviamo ancora un'epoca machista fatta di uomini ai vertici aziendali e di donne che per fare carriera hanno dovuto rinunciare alla propria femminilità e spesso ad essere madre. Credo che sia arrivato il momento di smettere di immolarsi e di capire che si può essere donne, madri e compagne pur ricoprendo un ruolo autorevole nella società. Da qui l'importanza nel saper scegliere i propri collaboratori, le proprie amicizie (fondamentali per la sanità mentale di tutti) e ovviamente il proprio compagno che dovrà sapere dividere oneri e onori con chi avrà la fortuna di trovare come compagna di vita."





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