Menti ardenti

di Lucia de Cristofaro

Numero 176 - Aprile 2017

A chi non è accaduto che dopo una giornata di lavoro stressante, dove seduti ad una scrivania si sono dovute affrontare tante problematiche che hanno coinvolto la mente, ma non certo il corpo, di sentire un profondo desiderio di cibo, come se la mente al posto dei muscoli avesse bruciato tutta la riserva energetica...


Di fatto probabilmente il cibo, alla base di una necessità prima mentale, poi fisica, in quel momento diventa il “punching ball” su cui sfogare tutte le ansie accumulate: il nervosismo e quella energia fisica che non siamo riusciti a disperdere proprio a causa del nostro sedentarismo. Tale atteggiamento potrebbe rivelarsi pericoloso, perché potremmo cadere in una cibo-dipendenza che farebbe aumentare di non poco il nostro giro vita. Infatti potremmo iniziare a vivere una dualità di comportamento, che ci porterebbe da una parte a ingrassare per cercare attraverso il cibo il piacere che non ci diamo in altro modo, dall'altra ci inizieremmo a riempire di obblighi onerosi come la dieta, che facendoci sentire ancora più frustrati, ci spingerebbe a mangiare ancora, di più, per trovare soddisfazione e placare l'ansia. Cosa fare dunque? Iniziare proprio a dar retta alla nostra mente, e ascoltare i suoi richiami di aiuto, ad evitargli gi eccessi di ansia, ad evitargli la dispersione di energia attraverso le mille attività da cui ci si fa prendere nella quotidianità, tra doveri, abitudini e contrasti interiori ed esteriori. Richieste inadeguate di cibo, rappresentano un chiaro campanello d’allarme sul fatto che probabilmente non guardiamo più alla vita come ad una cosa piacevole e quindi ricorriamo al cibo per sostituire le nostre solitudini, perché essere pieni di impegni, di attività, lavorare o studiare intensamente non significa non essere, potenzialmente, delle persone sole, che soffrono della loro situazione. -taglio- Nascondersi dietro una corazza, chiamata cibo spesso è la cosa più semplice da fare, per ritrovare un angolo di felicità tutto nostro. Chissà forse il problema non è individuale, ma addirittura collettivo, se consideriamo che la società che stiamo vivendo pare coinvolta nella epidemia dello “strafare”, in cui le persone si muovono tra molteplici attività e compiti, e l’attenzione di un individuo non può reggere tutto quel sovraccarico di informazioni. Probabilmente il problema è da cercare nel fatto che non abbiamo informazioni semplici e chiare sulle buone abitudini mentali. Poche persone sanno cosa serve per avere un’ottima salute mentale, e cosa implica non riuscire a stare in “equilibrio”. Ciò è dovuto al fatto che sin dalla tenera età ci preoccupiamo della salute fisica dei figli, ma non di quella mentale, che dovrebbe invece avere un peso e una valenza maggiore a livello sociale, e, ad esempio, insegnata nelle scuole, discussa nel mondo del lavoro. Il tempo scuola, il tempo lavorativo, il tempo umano in generale è strutturato come se il nostro cervello potesse disporre di risorse illimitate, cosa assolutamente non vera. Lo studio americano condotto da David Rock e Daniel Siegel , propone sette attività mentali essenziali e necessarie per un’ottimale benessere mentale, ovvero una vera e propria alimentazione mentale’che crea delle nuove e utili connessioni al nostro cervello: Concentrazione: concentrarsi intensamente su un compito ci sprona a raggiungere l’obiettivo desiderato; Gioco: un modo di essere spontanei o creativi, di affrontare e godere di nuove esperienze; Connessione: la interconnessione con altre persone, preferibilmente in carne e ossa e non interattivi, migliora nettamente i circuiti “sociali” del nostro cervello; Attività Fisica: Il movimento del corpo, qualsiasi attività fisica e sportiva si -taglio2- pratichi rafforza i cervello in molti modi. Tempo per Noi: pensare e riflettere introspettivamente, tranquillamente, concentrandosi su sensazioni, immagini, sentimenti e pensieri diventa un vero e proprio esercizio per i neuroni; Relax: quando lasciamo la nostra mente e il nostro spirito vagare, senza concentrarci su nulla, senza alcun obiettivo specifico, rilassandoci, le nostre cellule mentali si ricaricano per essere pronte ad una nuova partenza. Sonno: il giusto riposo è essenziale per poter consolidare tutte le informazioni apprese durante il giorno e recuperando tutte le esperienze della giornata. Non bisogna, però, dimenticare che ognuno di noi è diverso e quindi i sette punti di cui abbiamo appena scritto sono indicativi, in quanto ognuno dovrebbe calibrare il giusto equilibrio su se stesso. le persone, quindi, dovrebbero solo prendere consapevolezza che queste sette attività sono essenziali per il benessere mentale di ognuno, e che si dovrebbe imparare ad “nutrirsi” nella quotidianità con questi “alimenti” mentali. La soluzione alla dispersione energetica dei nostri cervelli e al dannoso rapporto con il cibo è da ricercarsi nella possibilità per le persone di lavorare da casa, o attivare modalità di lavoro e orari più flessibili, di avere modelli esistenziali più equilibrati ed iniziare a pensare, in vista dell’estate, non solo alla prova costume, ma anche alla prova benessere per la mente mettendo in atto le sette mosse suggerite prima e abituandosi a mangiare cibi adatti che ci aiutino a rilassarci di sera per offrirci una notte di sonno adeguata, cibi che ci diano energia al mattino per affrontare la giornata, perché se il cervello brucia energia, ebbene siamo noi, coloro i quali devono aggiungere la “legna” giusta.





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