Medicina nel mondo arabo medievale

di Alfredo Salucci

Numero 183 - Dicembre 2017

Nessuno può negare il notevole apporto che l’incontro con gli Arabi, iniziato nell’ottavo secolo in Spagna e nel nono secolo in Sicilia, ha dato alle nostre conoscenze in campo filosofico, matematico e in tante altre discipline.


Nessuno può negare il notevole apporto che l’incontro con gli Arabi, iniziato nell’ottavo secolo in Spagna e nel nono secolo in Sicilia, ha dato alle nostre conoscenze in campo filosofico, matematico e in tante altre discipline. Anche le Crociate sono state un momento, oltre che di conflitto, di incontro con il mondo arabo, aprendo nuovi mercati commerciali fra l’Occidente e molti paesi orientali, e favorendo scambi culturali. Già prima della conquista araba dei territori orientali molti testi classici, compreso i libri di Aristotele, erano stati tradotti dal greco al siriaco. Con la conquista di questi territori da parte degli Arabi, i testi greci furono, poi, tradotti e commentati in arabo, fra questi libri ricordiamo quelli di Aristotele e di Ippocrate. Questi incontri permisero quindi all’Occidente di conoscere le importanti scoperte scientifiche arabe in discipline come la matematica, la chimica, la geologia, la medicina, un sapere che entrò a far parte della cultura occidentale, insieme ai molti studi da loro condotti in campo filosofico relativi in particolare ad Aristotele. -taglio- In campo medico, le conoscenze arabe si rifacevano ai lavori del mondo classico di Ippocrate e Galeno, quindi alla teoria degli umori. Conoscenze che furono rivisitate e ampliate. L’anatomia, tenuta in grande considerazione dai medici arabi, ebbe però poco sviluppo giacché per motivi religiosi non erano consentiti studi sui cadaveri né autopsie. Nonostante ciò, un’opera importante di anatomia la dobbiamo ad Avicenna (980-1137), il Canone. In questo libro troviamo notizie interessanti anche sulla pleurite, sulla tubercolosi e su alcune patologie gastrointestinali. È affrontato anche l’importante problema di come evitare sofferenze al malato durante gli interventi chirurgici, il riferimento è all’anestesia. Avicenna in questo libro tratta anche le tecniche per asportare un tumore. Infine, non mancano suggerimenti sulla medicina sperimentale. Suggerisce, infatti, di utilizzare un nuovo farmaco solo dopo averlo testato sugli animali per conoscere eventuali effetti collaterali nocivi. Nel Canone, sono riportate e spiegate anche numerose sostanze a uso medicamentoso. Gli arabi ebbero anche illustri chirurghi, come Abulcasis (936-1013), che operò a Cordova, dove fece molti interventi chirurgi anche di notevole complessità: tumori alla mammella e al testicolo, interventi di ernia, mentre in campo ortopedico si impegnò nella riduzione delle fratture. A lui si deve, forse, anche la prima tracheotomia. Alla terapia chirurgia, per motivi religiosi, non potevano accedere le donne, salvo che il chirurgo non fosse una donna, cosa molto -taglio2- improbabile. Altro medico arabo famoso fu Avenzoar (1091-1161), ebbe come discepolo Averroè. Ad Avenzoar dobbiamo un testo molto apprezzato, al-Taysīr fī l-mudāwāt wa l-tadbīr, in cui sono descritte numerose patologie come la pericardite, l’otite, inoltre sono riportati diversi farmaci e raccomandazioni sulla corretta alimentazione. Il suo discepolo, Averroè (1126-1198), che conosciamo sia come filosofo sia per i suoi commenti alle opere di Aristotele, fu anche un medico importante. I suoi testi – il Colliget di medicina generale e il Kitāb al-taysīr fī al-mudāwāt wa l-tadbīr, di medicina specialistica – sono stati libri fondamentali per tutti i medici di quel tempo e per quelli che seguirono, indipendentemente dal loro credo religioso. In questi testi, l’autore tratta di anatomia, di studi sui cadaveri, nonostante fossero vietati, di urologia, neurologia e oftalmologia. Questi sono solo alcuni dei medici che hanno reso famosa e importante la medicina araba. Nella medicina araba non mancò l’interesse per le malattie dei bambini. Numerosi erano i rimedi suggeriti in caso di vomito, tenesmo, stitichezza, ecc. Gli Arabi, come si può evincere da queste poche note, si interessarono molto alla medicina e alla sperimentazione in campo medico. Basti ricordare i numerosi centri di ricerca e le biblioteche ricche di volumi riguardanti la medicina. Non mancarono gli ospedali. Infine, va ricordato che l’igiene in campo medico fu sempre tenuta i grande considerazione, questo aspetto proveniva anche dal loro credo religioso.





Booking.com

Booking.com