Mario Venuti

“Sono sempre io”

di Laura Fiore

Numero 177 - Maggio 2017


Ancora una volta il cantautore siciliano è riuscito a stupirci con un disco pieno di vita e di spunti di riflessione, senza perdere di vista quelle che sono le cose importanti della nostra esistenza


Essere in grado di soddisfare le aspettative del pubblico e della critica non è affar semplice, eppure Mario Venuti sembra riuscirci con una naturalezza incredibile. Un artista in grado di riscoprirsi giorno dopo giorno e di creare brani in grado di coinvolgere ed affascinare chiunque al primo ascolto, sempre. Ricordiamo alcuni dei suoi grandi successi “Veramente”, “Qualcosa brucia ancora”, “Nella fattispecie”, e ad oggi la storia si ripete: infatti, è uscito il suo ultimo lavoro discografico “Motore di vita” ed è già un successo. Si tratta del suo nono album; non dimentichiamoci che Mario Venuti ha alle spalle vent’anni di carriera solista e trenta dalla prima incisione coi Denovo, quando pensare alla possibilità di un rock italiano sembrava un’utopia. Il cantautore siciliano ha quel “je ne sais quoi” che gli permette di sperimentare liberamente stili, generi, e melodie sempre nuove mantenendo, però, una forte identità personale. Ha collaborato e condiviso la sua musica con numerosi artisti come Carmen Consoli, Syria, Raf e molti altri; inoltre è particolarmente stimato da Franco Battiato che possiamo definire una sua sorta di “guida artistica”. In questa intervista esclusiva ci racconta che questo nuovo lavoro è un “disco rilassato”, volto a far riflettere sull’esistenza senza farsi prendere dal panico, per un artista che non ha mai avuto timore di mettersi in gioco e di esprimere apertamente la propria opinione. -taglio- È da poco uscito il tuo ultimo album “Motore di vita”, cosa dobbiamo aspettarci da questo nuovo progetto?

“’Motore di vita’ si allontano un po’ dall’album precedente; con questo disco ho avvertito la necessità di riscoprire il mio lato più terreno e sensuale, infatti, esso riguarda il corpo che si riscopre nella danza e nei sapori, nella percezione della musica e dell'amore, nelle meraviglie del viaggio e del creato, nella consapevolezza che ognuno di noi ha il potere di dare un carattere al mondo. Tutto il disco emana un umore disteso e positivo, senza dare spazio a forme di autocommiserazione, al contrario, suona come un ripetuto GRAZIE per gli immensi doni che la vita ci consegna giorno dopo giorno. E tutte questa sensazioni passano attraverso ogni singolo brano presente nell’album.”

Come hai accennato, rispetto all’album “Il tramonto dell’Occidente”, questo disco si distanzia molto. A cosa si deve questo cambio di rotta?

“È un processo avvenuto molto naturalmente; nell’album precedente avevo delle esigenze diverse che hanno fatto sì che ne risultasse un lavoro un po’ più sociologico rispetto a ‘Motore di vita’. Anche questa volta mi sono lasciato andare, ed ogni traccia è nata spontaneamente. Lo stile più rilassato rispecchia quello che ho provato nell’istante della creazione di questo disco, perché in ogni lavoro che faccio sono sempre io, senza nessuna impalcatura studiata a tavolino!”

Il singolo che ha preceduto l’uscita dell’album è “Caduto dalle stelle” nel quale la musica è la cura di tutto ed i ritmi riportano al Brasile, cosa ti lega a questa nazione?

“Sono sempre stato estremamente affascinato dai ritmi e dai suoni brasiliani, ascoltandoli è impossibile non sentirsi coinvolti fisicamente ed emotivamente. Durante la mia carriera ho sperimentato molti generi, e forse questo è uno di quelli in cui mi sento più a mio agio. Nonostante ciò, adesso sono ritornato in Occidente musicalmente parlando!”

Nel brano “tutto questo mare” tema centrale è l’influenza che i viaggi possono avere sulla persona, tu ha girato molto, c’è un viaggio che ti cambiato?

“Beh, bisogna premettere che se un viaggio non ti cambia almeno un po’, significa che non è stato fatto come si deve! Ogni posto, diverso dal proprio contesto d’origine, lascia in ognuno di noi un ricordo, un aneddoto, una sensazione, positiva o negativa, ma che ti accompagnerà per il resto della vita. Credo, inoltre, che un buon modo per ‘gustare’ pienamente un viaggio è farlo da soli. Io, ho fatto più volte questa esperienza e posso dire che viaggiare da solo ti cambia la vita. Sei tu e nessun’altro. In particolare, sono molti i luoghi che mi sono rimasti impressi nell’animo; forse il viaggio che più mi ha cambiato è stato quello che ho fatto in Africa. Li, oltre all’oggettiva bellezza dei paesaggi, ho trovato anche una grande ispirazione artistica che porto tutt’ora con me.” -taglio2- Oltre la musica, chi o cosa rappresenta il tuo motore di vita?

“Senza ombra di dubbio la mia terra: la Sicilia. Questi luoghi, questi sapori, le persone, sono per me indispensabili! Non che altrove non ci siano posti altrettanto belli e godibili, ma mi sono reso conto col passare del tempo che non posso far altro che vivere qui. Sai, per il tipo di ‘lavoro’ che faccio, ho passato un periodo della mia vita a Milano, stavo pensando di metter su radici solide lì. Ahimè, il richiamo della Sicilia è stato più forte. Sono ritornato giù, e ci sono rimasto!”

Stai portando la tua musica in giro per l’Italia, quali saranno le prossime date?

“Si, sto facendo dei live già da un po’, e l’ultimo è stato quello di Milano al Blue Note. Prossimamente sarò a Napoli, a Lecce e poi tornerò nella mia Sicilia il 16 Giugno, per un concerto a Catania. La band che mi sta accompagnando durante i concerti è composta da Donato Emma alla batteria, Luca Galeano alle chitarre, Pierpaolo Latina alle tastiere e Antonio Moscato al basso. È bello condividere il palco con loro, anche perché io non sono di quelli che si sentono frontman; mi piace la collaborazione artistica e stimo molto i musicisti che ho al mio fianco.”

Un ultima domanda, questo mese la nostra cover story è sugli stereotipi, ti è mai capitato di essere “catalogato”?

“Certo! Credo sia successo a tutti, nel bene e nel male. Per fortuna ho un carattere forte, vado sempre dritto per la mia strada. Chi vuole accompagnarmi nel mio cammino è sempre il benvenuto, al contrario, chi non riesce ad apprezzare me e la mia musica può liberamente cambiare percorso!”

“In ogni lavoro che faccio sono sempre io, senza nessuna impalcatura studiata a tavolino!”


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