Mario Biondi

di Laura Fiore


Uno degli interpreti che tutto il mondo ci invidia, è tornato con il nuovo album “Best of Soul” che celebra i suoi più grandi successi e conferma l’unicità del cantante italiano, voce black per antonomasia


Questo nuovo anno è iniziato nel migliore dei modi per Mario Biondi: un nuovo album, nuove collaborazioni ed una festa grandiosa per celebrare i suoi dieci anni di carriera discografica. La sua raccolta “Best of Soul”, infatti, oltre a regalarci sette nuove bellissime canzoni, contiene anche le sue più grandi interpretazioni e soprattutto l’eterna “This is what you are”, canzone che l’ha fatto conoscere al grande pubblico. Mario Biondi, con la sua voce calda e penetrante è uno degli artisti italiani più conosciuti all’estero, ed è impossibile non farsi coinvolgere dal suo sound che, come leggeremo in questa intervista, ha cercato nel corso degli anni di personalizzare così da rendere unico ogni suo disco, con un soul “alla Mario Biondi”. Quando canta riesce a trasmettere tutta la passione che c’è dietro ogni nota, anni di lavoro durante i quali Mario Biondi è sempre riuscito a ritagliarsi uno spazio nell’olimpo della musica. Nonostante il suo aspetto, che a primo impatto può un attimo intimidire – è alto 195 centimetri – dimostra nell’animo una sensibilità ed una simpatia genuina che forse ancora in pochi conservano. Infatti, mentre scambiavamo qualche battuta non sono mancate molte risate e considerazioni che per un istante sono andate oltre la musica, proprio a dimostrare che c’è una persona splendida oltre l’artista che siamo soliti ascoltare e vedere.

Com’è nata l’idea di questo nuova raccolta “Best of Soul”?

“È nato tutto in modo molto spontaneo, e poi dieci anni di ‘attività’ è giusto festeggiarli! Dall’uscita di ‘Handful of Soul’ e dalla divulgazione massiccia del brano ‘This is what you are’, uscito già nel 2004, ne sono successe di cose. La mia intenzione è quella di godermi al massimo questo anniversario.” -taglio- Nel disco sono presenti ben sette brani inediti, come nascono le canzoni di Mario Biondi? “Ho inserito dei brani inediti nel disco perché mi sembrava giusto creare qualcosa che unisse la celebrazione dei dieci anni, ma allo stesso tempo andasse a chiudere tutto ciò che è rimasto incompiuto nel passato. I sette brani inediti, inoltre, fanno si che questo nuovo album diventi un’operazione più onesta discograficamente e che non sia quindi una mera raccolta di canzoni già ascoltate.”

Il brano "Gratitude", è un omaggio al suo pubblico che segue intensamente la sua attività discografica, ci parli di questa canzone… “Esatto! Questa canzone rappresenta in pieno questo progetto, non posso far altro che provare gratitudine verso tutte le persone che seguono me e la mia musica fin dall’inizio, e quelli che magari ascoltano per la prima volta un mio disco. Non smetterò mai di dire grazie.”

Nel 2017 la ritroveremo in giro per i teatri italiani e stranieri, ed ha dichiarato che inizierà un anno di festeggiamenti, cosa dobbiamo aspettarci da questa sua nuova tournée?

“Si, abbiamo un bel po’ di appuntamenti in giro per l’Italia, toccheremo tante città: Milano, Genova, Napoli. A Febbraio, invece, mi sposterò in Inghilterra. La tournée sarà come sempre molto coinvolgente e culminerà con una festa enorme, durante la quale ho intenzione di condividere la mia musica con tutti i presenti e divertirmi!”

In Italia Mario Biondi è sinonimo di musica soul, ed è proprio con lei che le persone hanno ricominciato ad ascoltare questo genere musicale, secondo lei cosa ha fatto “scattare” nuovamente l’interesse del pubblico?

“Prima di rispondere ci tengo a premettere che per me le etichette lasciano il tempo che trovano: soul, jazz, new soul, e così via, hanno un tipo di riconoscibilità sommaria. Detto questo, quello che ‘faccio’ io è soul ma all’italiana, per intenderci alla ‘Mario Biondi’. Il mio stile è riconoscibile e sono contento che il mio modo di interpretare e di vedere la musica piaccia a tante persone e diventi un vero e proprio tratto distintivo, tanto da essere accomunato alla grande cultura black americana degli anni ’60 e ’70. È un grande complimento essere definito la voce soul italiana per eccellenza, ma non mi monto la testa. È la mia anima che si mette continuamente in gioco e se piace è fantastico!”

In questi intensi 10 anni di carriera ha duettato e collaborato con artisti di fama internazionale, qual è il momento che non dimenticherà mai?

“Mah, sono tanti i momenti che porto nel mio bagaglio di esperienze e collaborazioni, ma ad essere sincero preferisco pensare più alle cose nuove che ho in programma. Ci saranno dei duetti nuovi, ma non te li dico! – ride - ho delle aspirazioni, ma per il momento acqua in bocca! Poi alla festa ci saranno tanti amici, i quali rispecchiano gli anni trascorsi nel mondo della musica, pronti a suonare con me. Mi sarebbe piaciuto tantissimo poter avere con me sul palco Pino Daniele, pensa, avevamo in mente di fare una tournée insieme…”

Ha dichiarato che durante questi anni si è dovuto misurare con un ambiente molto diverso, più manageriale e organizzativo, che ha a che vedere con tante cose alle quali non era abituato, come ha trovato il giusto equilibrio tra lato artistico e lato manageriale?

“Non sono certo di aver trovato un equilibrio definitivo, ma mi impegno molto. È una cosa che accomuna un po’ tutti quelli che si approcciano giorno dopo giorno, al mondo del lavoro. Più si porta avanti una grande passione e più si dovrà fare i conti con quella che è la parte ‘burocratica’ e politica di un’azienda. Nel momento in cui inizi a salire in alto, devi avere a che fare con persone che provano piacere a tirati giù e crearti dei problemi, oppure ancora peggio, a parassitare sulle tue spalle. Io sono un musicista, un cantante e di conseguenza non sono così abile nel fare politica, io vado subito al nocciolo della questione. Ho imparato, però, che questo serve davvero molto poco, perché in un ambiente in cui la politica è padrona assoluta, una persona istintiva rischia di prendere delle cantonate che devono anche essere necessariamente ripagate.”

Come sente di essere cambiato da quando, nel 2006, è uscito il suo primo album? “Sono e sarò per sempre grato, come dicevo prima, per tutto quello che mi è accaduto dal giorno dell’uscita dell’album. Essere riuscito a farmi apprezzare con successo è il massimo, sono contento che la mia vita sia andata in questa direzione. Faccio il mestiere più bello dell’universo, ed ogni tanto va bene dover accettare dei piccoli compromessi, ma in generale il bilancio è decisamente positivo. Sono riuscito a crearmi il mio spazio: mi esprimo, canto, non ho vincoli discografici pesantissimi, non ho obblighi discografici che possono mettermi in condizione di essere snaturato, sono un uomo felice!”

“È un grande complimento essere definito la voce soul italiana per eccellenza, ma non mi monto la testa. È la mia anima che si mette continuamente in gioco. E se piace è fantastico!”


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