Marco Lodola

di Joanna Irena Wrobel

Un inconfondibile segno grafico, una miscela esplosiva di cromie vivide e squillanti, una visione dell’arte come mezzo di comunicazione diretta e immediata, un indiscutibile senso di autoironia (si definisce “l’artista-elettricista”) sono le caratteristiche primarie di tutte le opere di Marco Lodola (1955)...


Nato a Dorno (Pavia), ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze e poi, di Milano. Si fa conoscere al vasto pubblico già dall’inizio degli anni Ottanta quando viene notato dal critico Renato Barilli, che ne apprezza da subito, il carattere innovativo e la validità della ricerca artistica, inserendolo nell’area del gruppo del “Nuovo Futurismo”. Sin dagli esordi, Marco Lodola si può associare a quell’esiguo gruppo di artisti contemporanei che osano l’allegria, senza alcun senso di colpa, elaborando nuove strategie di espressione e mettendo al bando i luoghi comuni. Lodola è uno dei pochi, che senza timore mette in luce le proprie radici matissiane, usa apertamente le matrici care al Futurismo e alla Pop Art, ma nello stesso tempo, riesce a superare qualsiasi schema consueto, elaborando uno stile fresco, nuovo e irripetibile. -taglio- La chiave del suo successo sta nell’ invenzione di un inequivocabile segno, una sorta di logo/ impronta grafica, che trasforma il nome dell’artista in un marchio glamour. Dal punto di vista formale, il “segno” lodoliano è un gioco stilistico basato sulla sottrazione, sulla riduzione in sagome tridimensionali dalle forme lineari ed essenziali di soggetti comuni tratti dall’iconografia pop (ballerini, musicisti, cantanti, pin-up, ecc.), ridisegnati in modo astratto e resi accattivanti da colori effervescenti e animati da giochi di luce elettrica. Le opere di Lodola, note come i light box, sono delle vere sculture luminose, in cui un assemblaggio sapiente di lastre colorate e sagomate di perspex compone l’immagine all’ interno di una struttura portante, che poi viene retroilluminata. I singolari lavori dell’artista lombardo dal design contemporaneo sono opere d’arte uniche, che si differenziano l’una dall’altra per dettagli diversi, cambiando tinte, giochi e intensità di luce. In un altro ciclo di lavori “illuminati”, Lodola elabora una nuova ed interessante versione dei primi light box. Questa volta, gli involucri esterni sono trasparenti e contengono -taglio2- all’interno dei fili luminosi colorati, che definiscono e amplificano l’importanza della forma. Si ha l’idea di avere di fronte delle sculture animate, dentro le quali pulsa la vita, circola una nuova energia, scorre una linfa vitale, che alimenta tutto. Nastri di corpi illuminanti avvolgono e inglobano gli oggetti feticcio, come in una celebre opera realizzata con una moto Ducati. Negli ultimi anni, l’arte di Marco Lodola si arricchisce con opere pittoriche eseguite su lastre di metallo con colori a smalto e con collages polimaterici. La incessante ricerca artistica dell’artista, si concentra sull’ elaborazione di un linguaggio personale, chiaro e semplice, privo di qualsiasi ambiguità, ironico e brioso, astratto ma chiaramente traducibile, lineare, singolare e facilmente individuabile. Il suo mondo è una specie di perenne luna park, dove vedere rappresentati i personaggi del mondo dello spettacolo, gli eroi dello sport, dei fumetti, dell’iconografia popolare. L’Universo “illuminato” di Marco Lodola diffonde allegria e serenità, lascia nell’aria scie luminose, creando un inusuale connubio visivo ed emozionale.





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