Letteratura Introspettiva

di Maria Cristina Donnarumma

Numero 179 - Luglio-Agosto 2017

Presentato a Benevento “ E invece io” opera dell’autore Davide Grittani, candidato al Premio Strega


Davide Grittani è un giornalista- scrittore che insegna all’ Università di Foggia dove vive quando non è in giro per il mondo, soprattutto per portare in ogni dove la sua “Written in Italy”, la letteratura itinerante in viaggio per il Mondo che ha ideato e curato, un’ esperienza strepitosa che gli ha cambiato la vita anche perché gli ha permesso di conoscere tanti scrittori italiani e stranieri e tante città. “E invece io”, il libro di Davide Grittani edito dalla Biblioteca del Vascello Robin Edizioni, selezionato tra i 27 candidati al 71° Premio Strega grazie alla presentazione di Maria Cristina Donnarumma e Roberto Pazzi, vuole celebrare le sconfitte che insegnano a vivere, è un romanzo di formazione, anzi di trasformazione, carico di colpi di scena fino a diventare nella seconda parte una sorta di thriller, infatti le vicende vengono fuori come da scatole cinesi e ci invitano a riflettere.È un flusso di coscienza del protagonista un uomo dei nostri giorni, annoiato, deluso, debole, vulnerabile, che, dopo il naufragio del suo matrimonio, chiede volontariamente il trasferimento presso una delle sedi locali acquisite dalla Azienda per cui lavora scegliendo Foggia. Qui trascorre alcuni anni, diventa perfetto ingranaggio di una popolazione indolente che si muove all’ interno del proprio immobilismo, diventa protagonista del tessuto sociale di una città mai raccontata prima. Eppure senza accorgersene, senza rendersene conto calpesta i piedi a chi non dovrebbe, si scopre senza difese, in balia di chi gli raccomanda di stare attento ma senza indicargli a cosa. Un viaggio sia personale sia professionale che il protagonista compie prima attraverso una strana emigrazione da Nord a Sud, poi dentro di sé e intorno a sé e infine nell’ altra parte del mondo, apparentemente in fuga da “giornalista ammaccato” ma per riappropriarsi di ideali che ha perso e per rinascere e ritrovarsi. Un libro denso di significati, denso di chiavi di lettura, a tratti divertente e a tratti profondamente amaro, ma sempre carico di spunti di riflessione. -taglio- Durante l’evento di presentazione a Benevento, Davide Grittani ha affermato: “Devo ammettere di essere stato deluso dal fatto di non essere entrato tra i 12 finalisti al Premio Strega, perché il libro ha avuto consensi più che positivi su numerose testate giornalistiche sia da parte di critici che da parte di letterati autorevoli, infatti sta per uscire la terza edizione e già sono state vendute più di 4000 copie. Ringrazio i due “Amici della Domenica”, giurati del Premio Strega, Maria Cristina Donnarumma e Roberto Pazzi, che hanno accettato di presentarlo con entusiasmo. Al centro del romanzo Foggia, una città vissuta da un non foggiano, ma da un lombardo. Foggia dalla forte connotazione provinciale, con dei tempi non veloci, con una sua vita autonoma e una lingua tutta sua.”

Tante le tematiche affrontate nel libro, quale la motivazione di fondo?

“Mi piaceva l’ idea di giocare con molti fattori e di offrire molte suggestioni con un finale aperto per restituire ai lettori un agguato della memoria, per rimescolare i giochi con il canto delle cicale in una città dove ancora si sente e -taglio2- anche per sottolineare i meriti di una città, provinciale sì, ma fortemente letteraria e culturale.”

Il protagonista nella seconda parte del libro raggiunge il Sud America, e nelle pagine si avverte l’amore dello scrittore per quella parte di mondo...

“Infatti, conosco molto bene il sud America e la sua filosofia di vita. Credo che ogni scrittore abbia il dovere di viaggiare e di confrontarsi con altre culture e altri stili narrativi. Da questo mio desiderio di conoscere un altrove culturale, è nato il progetto ‘Written in Italy’, una letteratura itinerante in viaggio nel mondo, un’ esperienza strepitosa che mi ha cambiato la vita e mi ha permesso di conoscere i luoghi in cui vi sono ancora tracce tangibili e indelebili dei nostri nonni e bisnonni che nei primi del ‘900 si sono recati lì da emigranti.”

Cosa c’è nel futuro di “E invece io”?

“Bella domanda, di sicuro tanti lettori, ma anche amanti delle filmografie, infatti posso annunciare che l’opera è diventata un cortometraggio che sarà proiettato a breve.”





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