Le luci della ribalta

di Maresa Galli

Numero 186 - Marzo

Eduardo Paola ci racconta il suo nuovo romanzo, un viaggio tra le storie pubbliche e private dei più grandi artisti del passato


È appena uscito il suo nuovo libro, “Red Carpet”, presentato anche in occasione del Festival di Sanremo 2018: Eduardo Paola racconta le Vite in passerella delle star di Hollywood, la totale fusione della loro vita privata e pubblica, ciò che si nasconde dietro protagonisti della Settima Arte consegnati all’eternità. Nel 2015 il debutto letterario per il giornalista e scrittore, esperto di Spettacolo di inizio Novecento. Dal 2007 ha curato diverse mostre in Italia dedicate all’artista Milly, fino alla pubblicazione della biografia “Milly. La vita e la carriera di Carla Mignone” (Albatros Edizioni, 2015), opera scritta a quattro mani con la giornalista e scrittrice Giovanna Castellano.

Coltivi da sempre una grande passione per il Cinema Hollywoodiano degli anni d’oro. Oggi sei un esperto e racconti aspetti inediti della vita delle dive e dei divi che più senti vicini, e una grande ammirazione per Milly...

“Si, la mia grande passione è la Hollywood degli anni ‘30/’40. Nel nuovo libro racconto ben quattordici personaggi che mi stanno a cuore. Apparentemente sono distanti mentre in realtà sono legati dal fatto di vivere in totale fusione vita pubblica e privata. Milly è stata una mia passione da quando ero ragazzo. -taglio- Era un’artista, una donna diversa da tutte le altre e così per me fu un colpo di fulmine! Ne abbiamo raccontato, con Giovanna Castellano, le pagine segrete, la sua relazione con una donna, la vita che condusse in America prima di tornare in Italia dove fu rilanciata nel ’56 grazie a ‘L’opera da tre soldi’ diretta da Giorgio Strehler che le affida il ruolo di Genny delle Spelonche. Un grande successo che la lancia prima di essere abbandonata dai media, dai riflettori. Abbiamo presentato il libro anche al Piccolo di Milano nel 2016, 50 anni dopo il suo debutto: che emozione, ci è sembrato di riportarla a casa...”

Il “Red Carpet” è il tappeto rosso sul quale sfilano i divi...

“Si, ma è anche il colore del sangue. Tanti personaggi di successo hanno vissuto al massimo finendo poi tragicamente. Ne è valsa la pena? Credo proprio di sì, potevano vivere solo in questo modo. Tanti attori hanno raggiunto l’apice e poi sono stati dimenticati ma rileggerne le biografie ne restituisce la memoria.”

Il tuo approfondimento delle biografie dei divi ti ha portato a contatto con grandi pagine di arte americana, come il jazz...

“Si, mi hanno riportato agli anni ’30 e ’40, ai musical di Cole Porter, Irving Berlin, Rodgers & Hart, George Gershwin... Anni d’oro per la musica e per il cinema, per la grande arte!”

In Red Carpet parli di mostri sacri: Hedy Lamarr, Marlon Brando, Dalida, Marlene Dietrich, Francesca Bertini ma anche Tina Lattanzi e Pupella Maggio...

“Si. Mi piace ricordare anche i divi del cinema muto, personaggi sconosciuti in Italia come Alla Nazimova, che furoreggiò ad Hollywood. Allieva del grande Konstantin Stanislavskij, fondò una propria Compagnia con Sergei Golovin che poi divenne suo marito. Ma è con la nuova Compagnia con Pavel Orlenev che conosce il successo. -taglio2- Dopo aver riscosso successo in Europa, spopolerà negli Stati Uniti diventando una delle stelle più pagate di Hollywood. Tra un compagno e l’altro intrattiene relazioni con le donne più belle del jet set che Hollywood cercherà di nascondere. Oggi anche personaggi quali Buz Lurman e Lady Gaga sono debitori del suo talento visionario di scenografa. Si spegnerà lontana da luci e clamori.”

Nel libro entrano anche spaccati di vita poco noti al grande pubblico...

“C’è l’infanzia di povertà di Joan Crawford, dotata però di volontà di ferro e grandi ambizione e determinazione; c’è la schizofrenia di Vivien Leigh, che la segnerà per sempre; c’è la morte di Ramòn Novarro, rivale di Rodolfo Valentino (e poi suo erede), torturato e seviziato, con un tragico finale che supera la finzione; c’è la genialità di Hedy Lamarr che brevettò un sistema via radio di comunicazione segreta per controllare i siluri, troppo all’avanguardia per 1942. Solo negli anni Novanta la telefonia mobile utilizzerà il principio della sua invenzione. All’età di 83 anni la diva riceve il Pioneer Award e in seguito altri riconoscimenti dal mondo della scienza.”

Quali sono le grandi dive di oggi?

“Nel panorama italiano contemporaneo nessuna; per il passato direi Sofia Loren. Le grandi dive di oggi sono Meryl Streep, Glenn Close: hanno carisma.”

Spiriti tormentati, schiacciati dal successo, troppo volubile ed effimero, i divi raccontano le loro luci ed ombre, con biografie consegnate alla leggenda, come quella della grande diva del muto, Francesca Bertini, che progettava la grande festa che avrebbe voluto organizzare per il suo 100° compleanno. Nei suoi anni nasceva il divismo, le major ingaggiavano le divine con compensi astronomici, si inventava uno stile di vita da favola per entrare nel mito. Un libro assolutamente da non perdere.





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