La voce del pensiero

di Angelo Luongo

Numero 180 - Settembre 2017

Giovane e talentuosa, oltre al teatro coltiva una grande passione per la letteratura che le ha permesso di pubblicare già tre opere. Claudia Conte ci presenta il suo nuovo romanzo


Claudia Conte nata a Cassino nel 1992, nonostante la giovane età, ha alle spalle varie tournée teatrali con la pièce “Il canto del cigno” di Cechov e recital poetici come “Dino Campana e Sibilla Aleramo”. Recentemente protagonista femminile dei recital di Vincenzo Bocciarelli “Solo l’Amore resta” e “Vita di Francesco”, dello spettacolo “Eros Italiano” di Mariano Rigillo e di "Comizio d'amore" di Marcello Veneziani.; attualmente affianca sulla scena Valerio Massimo Manfredi nello spettacolo tratto dal suo romanzo "Ulisse. Il mio nome è Nessuno". Appassionata di scrittura poetica, Claudia Conte ha pubblicato la silloge “Frammenti rubati al Destino”, e nel 2013 è fondatrice di “Nova Era”, Associazione di promozione sociale che si occupa, attraverso l’espressione artistica e in particolare l’audiovisivo, di progetti con tematica sociale, cui è particolarmente sensibile. Nel Giugno 2014 pubblica il suo primo romanzo “Soffi Vitali. Quando il cuore ricomincia a battere”, ed è l’autrice più giovane ad aver presentato un’opera al Salone Internazionale del libro di Torino. Lo scorso dicembre ha ricevuto il prestigioso Premio in Campidoglio “Oscar dei Giovani” per il suo poliedrico impegno in campo culturale, all'interno della "Giornata d'Europa". Claudia Conte racconta ai lettori di Albatros del suo terzo romanzo “Il vino e le rose. L’eterna sfida tra il bene ed il male”.

È uscito il tuo nuovo romanzo in cui affronti quelle che sono le problematiche odierne che appartengono ad ogni singolo individuo. Qual è il messaggio che vuoi lasciare al lettore? -taglio- “Nel ‘Vino e le rose’ tratto di quella che è la società contemporanea, dai colori sino ad arrivare agli orrori ed ad una profonda crisi di valori. Purtroppo facendo un analisi del periodo in cui viviamo ciò che ne risulta è uno spostamento di importanza e di attenzione da quelle che sono le cose davvero importanti. Si potrebbero citare tantissime cose, come ad esempio, i danni all’ambiente causati dall’uomo. I personaggi del mio romanzo, si confrontano ed esprimono le loro diverse opinioni su quello che sta accadendo all’essere umano.”

Quali sono state le ricerche fatte per scrivere questo tuo nuovo lavoro editoriale?

“Nella mia nuova opera c’è molto di autobiografico e poi una parte saggistica, ho cercato ispirazione non solo nella mia storia personale, ma anche tra gli scritti dei più grandi filosofi che con le loro teorie continuano ad essere sempre molto attuali. ancora di cercare una risposta alle domande esistenziali che mi pongo osservando la realtà e vivendo le relazioni sociali. Mi hanno ispirato le esperienze vissute, le passioni umane, i dialoghi con le persone care o appena conosciute e la vita con i suoi infiniti colori.”

“Il vino e le Rose”, come hai scelto il titolo?

“Amo definire il titolo del mio romanzo il completamento di un cerchio. L’insieme di diverse ispirazioni che hanno portato al risultato che volevo. In particolare, il titolo, è ricco di simbologie profonde: dal vino che ci riporta a Dioniso – dio greco del vino – dove nei culti a lui dedicati -taglio2- si usavano ghirlande di Rose poiché si pensava che avessero la facoltà di alleviare gli effetti dell'ebbrezza e che potessero aiutare gli ebbri a non raccontare i loro segreti. Oppure i tanti aspetti sacrali delle rose. Molti simboli, presenti anche nella scelta dei nomi delle protagoniste.”

Nasci artisticamente come attrice, in che modo ti sei avvicinata alla scrittura?

“Sono dell’idea che per un artista è fondamentale riuscire a sperimentare, in particolare Il teatro è per me sacralità, è viaggio di conoscenza del mondo e di se stessi. Secondo me ogni attore deve conoscere più campi di espressione e la scrittura è uno di questi. Continuo comunque anche a recitare, infatti, sono in scena con Valerio Massimo Manfredi nello spettacolo tratto dal romanzo ‘Ulisse. Il mio nome è Nessuno’.”

Hai appena conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza, questo lascia intendere che ti sei creata un piano B, a cosa si deve questa scelta?

“Più che un piano B è un vero e proprio atto d’amore nei confronti della mia famiglia. Non volevo assolutamente deluderli, mi hanno sempre sostenuta, ma lo studio prima di tutto. Nella vita studiare è fondamentale, ancora oggi continuo a farlo per migliorare giorno dopo giorno e accrescere le mie conoscenze a prescindere dal campo di cui si sta trattando.”





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