La medicina del lavoro

di Alfredo Salucci

Numero 180 - Settembre 2017

La medicina del lavoro è oggi una branca importante della medicina. Questo crescente interesse è dimostrato negli ultimi decenni anche dall’attenzione del legislatore verso le patologie legate al lavoro.


La medicina del lavoro è oggi una branca importante della medicina. Questo crescente interesse è dimostrato negli ultimi decenni anche dall’attenzione del legislatore verso le patologie legate al lavoro. Tutti i lavoratori devono essere sottoposti a visita medica prima dell’assunzione e dopo devono essere seguiti da specialisti in Medicina del Lavoro con visite periodiche. Questa branca specialistica della medicina, anche se ha raggiunto la sua dovuta importanza solo negli ultimi decenni, è nata alcuni secoli fa. Il primo medico a scrivere in modo organico un trattato sulle patologie derivanti dal lavoro fu Bernardino Ramazzini con il suo libro “De morbis artificum diatriba” (Le malattie degli artefici) pubblicato a Modena nel 1700 e ristampato a Padova nel 1713; l’opera definitiva comprende 54 capitoli. In realtà, altri medici in precedenza si erano interessati alle patologie derivanti dall’attività lavorativa ma solo per esporre alcune patologie particolari e magari prospettarne i pericoli per la salute pubblica. -taglio- L’opera di Ramazzini è indirizzata in modo specifico alle malattie del lavoro, con il chiaro intento di definire la malattia, scoprirne le cause e tentare di trovare soluzioni tali da ridurre l’incidenza di queste patologie nei lavoratori. Bernardino Ramazzini nasce a Carpi il 4 ottobre del 1633, nel 1659 si laurea in medicina all’università di Padova. Dopo la laurea ritorna a Carpi, dove esercita la professione di medico con grande successo. Per le sue capacità è chiamato a ricoprire la cattedra di medicina presso l’università di Modena. Nel 1700 gli fu offerta la cattedra di medicina pratica dall’importante università di Padova, dove restò a insegnare fino al 1714, anno della sua morte. L’importanza di Ramazzini è indiscussa e, ancora oggi, il suo trattato resta uno dei capisaldi della medicina del lavoro. All’inizio della sua carriera, Ramazzini fu medico condotto per quasi quattro anni. Quest’attività stimolò il suo interesse per le malattie che colpivano determinate categorie di lavoratori. Il suo trattato sulle malattie dei lavoratori gli valse l’attestato di: “Fondatore e padre della medicina industriale e dell’igiene”. Ramazzini, oltre all’esperienza diretta delle malattie, attraverso la visita dei lavoratori, si recava sui luoghi di lavoro, per ricavare altre informazioni sulle possibili cause dello sviluppo di malattie. La sua analisi inizia dal ciclo lavorativo, per passare al modo di lavorazione e allo studio delle materie utilizzate. -taglio2- Importante è il suo concetto sulla necessità di informare i lavoratori sui rischi legati alla loro attività. Infine, suggerisce l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale durante l’attività lavorativa. Nella sua analisi non è tralasciata la possibilità di rendere l’ambiente di lavoro meno pericoloso per la salute, suggerendo opportuni rimedi. Il suo è certamente un approccio importante che precede i tempi, ma sarà seguito dopo anni. Infatti, solo da qualche decennio l’attenzione verso le malattie da lavoro si è efficacemente concretizzata. Oggi la presenza del medico nelle aziende è resa obbligatoria. Il medico del lavoro deve valutare la salute del singolo lavoratore e deve visionare attentamente gli ambienti di lavoro e conoscere le materie utilizzate, per suggerire al datore del lavoro, insieme agli altri tecnici e ai rappresentati dei lavoratori, le opportune modifiche del ciclo lavorativo per ridurre il rischio di malattie. Inoltre, deve informare le maestranze sulle patologie legate alla loro attività e sulla necessità di adottare adeguati presidi di protezione individuale durante l’attività lavorativa. Ramazzini nel suo trattato prende in considerazione tutti i lavori di quel periodo, senza escludere nemmeno i lavori sedentari, per lui è meglio prevenire le malattie che curarle. Nel trattato di Ramazzini, qualcuno ha intravisto un discorso sociologico sulla salute che ha anticipato i tempi. È una considerazione da non sottovalutare. In ogni caso è fuori dubbio: la medicina del lavoro è nata con Bernardino Ramazzini.





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