La Legge Zero di Asimov

di Pasquale Matrone

Numero 183 - Dicembre 2017

Nel suo ‘Manuale di robotica’, Asimov elenca le ‘Leggi’ alle quali l’intelligenza artificiale deve obbedire: “Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno”.


Nel suo ‘Manuale di robotica’, Asimov elenca le ‘Leggi’ alle quali l’intelligenza artificiale deve obbedire: “Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno”. “Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge”. “Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge”. Qualche anno più tardi e alla luce di una riflessione più ampia e mirata fondata sui progressi avvenuti, Asimov ritiene indispensabile aggiungere alle prime tre una quarta la ‘Legge Zero’: “Un robot non può danneggiare l’Umanità, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, l’Umanità riceva danno”.-taglio-Biochimico e scrittore, Asimov ha il merito di essere stato anche un grande divulgatore scientifico nonché uno studioso impegnato a cogliere risorse potenzialità pericoli e risvolti etici della tecnologia e del progresso. I suoi libri, perciò, sono una miniera da cui ricavare materiale prezioso per comprendere, in tutte le sue sfaccettature, l’importanza e la necessità di un uso sempre più consapevole ed equilibrato delle scoperte nel campo della ricerca, a beneficio e a sostegno della sopravvivenza, del benessere e della crescita del genere umano. L’interesse per la fantascienza nasce in Asimov da una lettura delle opere dei fratelli Binder, primi, nel Novecento, a raccontare storie di androidi. L’incontro con questo nuovo genere di narrativa gli schiude orizzonti nuovi, offrendo alla sua brillante immaginazione ‘territori’ la cui esplorazione servirà ad allenarne le doti di creatività e la -taglio2-naturale vocazione a lanciare uno sguardo interrogativo e, insieme, sorretto da una critica e costruttiva inquietudine, sul futuro. Nell raccolta “Io, Robot”, pubblicata in Italia nel 1963, ‘Robbie’ è il suo primo racconto il cui protagonista è un robot ‘positronico’: né buono né cattivo (perché privo di coscienza), ma solo adatto a servire l’uomo, vero e unico responsabile delle sue ‘azioni’. Per Asimov, una costante cooperazione tra scienza e tecnologia è, dunque, l’unica vera strada da seguire, come già ampiamente sottolineato da Bacone. La scienza, infatti, perfeziona la tecnica, grazie anche al suo fruttifero rapporto con essa. E, insieme, tiene fede al suo compito: che è, oltre a quello di conoscere, anche quello di comprendere la natura, rispettarne esigenze e ritmi e, soprattutto, di trasformare la realtà solo e sempre a vantaggio dell’uomo.





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