L’horror è femmina

di Paola Ratti

Albatros 182 - Novembre 2017

Incontro con Barbara Maso, giovane scrittrice che sta avendo un grande successo con il romanzo horror "Né morti Nè più vivi"


Una terribile epidemia aleggia nell'Ohio, i non-morti sono risorti dalle tenebre. Aiden, Connor, Olli, Owen, immersi in un luogo oscuro, dovranno farsi coraggio, piangendo i loro figli, i loro amici, dovranno sopravvivere alle aggressioni sanguinose degli zombie. Tanti i colpi di scena, assedi, smembramenti, fughe e azzannamenti. La paura: il sentimento su cui si basano le storie originali e mai raccontate dei protagonisti. Ogni pagina del romanzo è scioccante, questa non è la solita epidemia di zombie, qui i non- morti sono più furbi e più veloci. Sembra non esserci scampo per nessuno. Ognuno dei protagonisti ha una storia dannata, in cui anche i migliori sentimenti vengono sedotti dal fascino della morte e del sangue. Il mondo, all'improvviso, non è più dell'essere umano. Fin dove saranno disposti ad arrivare per riappropriarsene?-taglio- Questa è la trama di "Né morti Nè più vivi", romanzo di Barbara Maso (edito da Il Seme Bianco, all'interno della collana Laserpizio), che sta avendo un grande successo tra gli appassionati di horror e non solo. Noi abbiamo cercato di scoprire qualcosa in più di questa giovane scrittrice di Lecco, che si sta facendo strada in un ambiente non prettamente femminile.

Com'è nata la tua passione per la scrittura? E per l'horror?

“Sin da bambina amavo creare storie arzigogolate dove ai protagonisti ne capitavano di cotte e di crude, poi ho trovato il modo di trascriverle su carta. Devo ammettere che all'inizio è stata dura, ma poi come tutte le cose, quando hai un obiettivo da raggiungere dai tutto te stesso. La tua strada la riconosci quando ami quello che fai. Diciamo che ho molto da raccontare e spero di trasmettere delle emozioni e di coinvolgere più persone possibili nei mondi creati dalla mia mente. La mia passione per l'horror è praticamente nata con me: ho sempre mostrato interesse per le cose che trascendevano il normale, altra realtà, cercavo ogni articolo, serie tv, libri.”

Qual è il primo libro horror che hai letto? E quali sono i tuoi scrittori preferiti?

“Se non ricordo male il primo è stato Pet Cementary di Stephen King che, ovviamente, è anche uno dei miei scrittori preferiti. Insieme a lui ci sono H. P. Lovecraft e Bram Stoker. Un giorno, mi piacerebbe essere al loro livello.”

Il film horror da te più amato?

“Qui la cosa si fa più ardua! Ho una cultura abbastanza-taglio2- variegata in materia, anche se per il momento, quello che mi ha appassionato di più è stato ‘The conjuring’. Comunque sia, preferisco quelli basati su storie realmente accadute!”

Come nasce l'idea per il romanzo "Né morti Nè più vivi"?

“Da una passione sviluppata per i 'non morti' e da una contemplazione del comportamento umano nei momenti di difficoltà. Amici, alleati, assassini ci sono tante fazioni da prendere in considerazione nella psiche umana. Poi, diciamo la verità, l'apocalisse zombie è sempre stata una paura latente che ci fa scontrare con la morte in prima persona.”

Che riscontri stai avendo da parte di pubblico e critica?

“Sono contenta che il mio libro si stia facendo apprezzare, almeno credo!”

Quanto è difficile essere, in Italia, una scrittrice di questo genere?

“Parecchio! Come ben sappiamo, in Italia l'horror è sempre stato maschio. Risulta ancora molto strano, che una donna possa immergersi dentro una trama violenta dove se ti va bene ti amputano gli arti, e se ti va male muori nel peggiore dei modi. Però, sto cercando di farmi spazio, pian piano”.

Prossimi progetti?

“Sto lavorando ad un nuovo manoscritto dannatamente pauroso. Vi svelo un piccolo segreto: all'interno ci sarà anche una storia d'amore, ovviamente per rimanere in tema con me stessa, color rosso sangue.”





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