Istinto musicale

di Gennaro Santarpia

Numero 185 - Febbraio 2018

Ognuno di noi almeno una volta ha cantato uno dei suoi brani, Giuseppe Anastasi è tornato, questa volta, con un album tutto suo


Giuseppe Anastasi è un autore e compositore siciliano, che durante la sua carriera artistica ha collaborato con tanti pezzi grossi della musica, solo per citarne alcuni: Mogol, Arisa, Noemi, Emma, Anna Tatangelo, Michele Bravi, etc... Nel 2006 Anastasi è tra i vincitori di Musicultura e nel 2009 vince il suo primo Sanremo Giovani con la canzone “Sincerità”, interpretata dalla cantante Arisa, brano estratto dall’omonimo album scritto interamente da Giuseppe Anastasi. Nel 2010 partecipa al suo secondo Sanremo con la canzone, interpretata sempre da Arisa, dal titolo “Malamorenò”, brano anch’esso estratto dall’album omonimo di cui è autore e coautore di tutti i testi. Nel 2012 Anastasi partecipa al terzo Sanremo con la canzone “La notte”, seconda classificata, vincitrice di 4 dischi di platino e canzone italiana più venduta del 2012, estratta dall’album “Amami” dove Giuseppe è autore e coautore di 8 brani, tra i quali “L’amore è un’altra cosa” ed “Il tempo che verrà”, quest’ultima è stata inserita nel film di Ricky Tognazzi “Tutta colpa della musica”. Anastasi ha un curriculum da capogiro, e questa volta ha deciso di mettersi “in proprio”, sicuramente non deluderà le aspettative!

“Canzoni ravvicinate del vecchio tipo” è il titolo del tuo primo album, come mai hai scelto di chiamare così il tuo disco d’esordio?

“Più che altro per una questione di suoni. È un disco prettamente acustico, suonato, oltre ad essere un po’ ‘old style’. Abbiamo deciso con la band di operare questa scelta che va di pari passo con lo stile cantautorale, a tratti ‘fuori moda’ rispetto al momento storico che stiamo vivendo.”-taglio-

Sei autore di canzoni davvero famose, quando hai deciso di voler anche interpretare i brani che hai creato?

“È una scelta esclusivamente comunicativa, per esprimermi in maniera diversa dal solito. Poi ci sono delle canzoni che sono impossibili da ‘piazzare’ perché ci sono idee tue, idee sulla società, sul mondo e sulle politiche, dunque ho preferito cantarle personalmente proprio perché sono totalmente diverse da quelle uscite finora e conosciute dal pubblico. In generale c’è la voglia di comunicare altro ed ho pensato di farlo con la mia voce...”

C’è una routine particolare che segui durante il tuo processo creativo?

“No, non c’è una vera e propria routine. Scrivo quando ho l’esigenza di farlo, perché sono arrivato ad un punto tale di saturazione, o emotivo, in cui ho bisogno di prendere la penna e mettere nero su bianco. Scrivo per urgenza, anzi come dico sempre ‘scrivo le canzoni per evitare lo psicologo’ (sorride, ndr), è un dato di fatto!"

Il filo conduttore dell’album è la vita in tutte le sue sfumature e nei tue brani è presente una sorta di denuncia a quella che è la società odierna. Secondo te, è possibile rivedere quelle che sono le priorità al giorno d’oggi?

“Questa è la società dell’apparire. Tutti ormai abbiamo una fotocamera a portata di mano e nessuno forse è mai veramente sé stesso, perché l’immagine conta così tanto che la gente si dimentica delle cose importanti e della vera essenza della vita. Non voglio assolutamente essere moralista, ma un po’ come nel ritratto di Dorian Gray, viviamo quest’epoca dell’apparire più che dell’essere. Le mie undici tracce vogliono essere un tentativo di riflessione e soprattutto di ritorno ai veri valori.”-taglio2-

Quando capisci che un brano è terminato ed è pronto per essere presentato al pubblico?

“Me ne accorgo dal foglio dove ho scritto, se ci sono poche cancellature vuol dire che è una cosa che mi è venuta di getto, d’istinto e solitamente proprio l’istinto è stato mio fedele alleato durante la mia carriera. Poi ovviamente la rileggo mille volte, metto i punti e la faccio sentire a chiunque per avere un parere, prima alla famiglia, poi agli amici, poi ai colleghi, per capire se quello che ho scritto ha effettivamente un minimo di senso.”

C’è una canzone che avresti voluto scrivere tu?

“Ce ne sono milioni. Se dovessi citarne soltanto una, devo dire che da sempre mi ha fatto impazzire musicalmente ‘Girl’ dei Beatles. Di canzoni italiane ce ne sono davvero tante, ma una su tutte è ‘La donna cannone’ di De Gregori.”

Hai vissuto Sanremo come autore, ti piacerebbe parteciparvi anche come interprete?

“Mah, nella vita non bisogna escludere mai niente, ora sicuramente è ancora presto dato che le vesti di cantautore sono nuove in primis per me, vedremo nel corso degli anni come reagirà il pubblico e se questo sogno potrà concretizzarsi.”

Cosa bolle in pentola per il prossimo futuro? È già cominciata l’opera di promozione del disco?

“Assolutamente sì, dall’uscita del disco siamo quotidianamente impegnati nell’opera di promozione in giro per i locali, su tutte le mie pagine social è possibile essere costantemente aggiornati su tutto ciò che riguarda le date, le location e le ultime novità.”





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