Immagini musicali

di Luca Guerrasio

Numero 179 - Luglio-Agosto 2017

Dopo il successo del loro ultimo album, i Roadhouse Crow vanno alla ricerca di nuovi sound da sperimentare per i loro progetti futuri


Davide Romiri (voce e ritmica), Gordon Venice (chitarra e organo), Emilio Fiaschetti (basso e tastiere) e Marco Revér (batteria e percussioni): sono loro i quattro componenti dei Roadhouse Crow. Il gruppo nasce nell’aprile del 2013 e dopo alcuni mesi dedicati alla composizione di nuovi brani si concentrano sull’attività live che li porta a suonare alla decima edizione del Music Village ed in vari festival e music club del frusinate e del centro Italia, tra cui il festival Rock The Cyclops 2.0 in apertura ai Dellera e il Murata Street Sound 2015, aggiudicandosi la seconda posizione. Contemporaneamente, il percorso di songwriting spinge la band a sviluppare e rifinire un gusto tendenzialmente Retro-Rock e Retro-Pop che caratterizza la loro produzione più attuale. Il primo album si intitola “Harborleave Inn”. Mentre il 31 gennaio 2017 è uscito in anteprima il videoclip di “Sugar Rain”, singolo che ha anticipato l’uscita del loro nuovo EP “Roadhouse Crow”, lanciato sul mercato iI mese successivo. Sentiamo cosa ha da dirci Davide il frontman del gruppo...

Cominciamo dall’ultimo lavoro lanciato sul mercato il 28 febbraio. Dopo ormai tre mesi, quale il bilancio?

“Siamo rimasti molto soddisfatti, considerando che siamo un gruppo giovane e abbiamo tanto da dare. La risonanza che un gruppo come il nostro può esprimere è sempre limitata visto il nostro ridotto bacino d’utenza. Però l’aspetto che ci rincuora sono i tanti commenti positivi e questo ci rende soddisfatti del nostro operato.”

Per chi ancora non ha ascoltato un vostro brano, quale il sound predominante? -taglio- “Abbiamo scelto come nostro primo singolo ‘Sugar Rain’ perché aveva un sound molto più smooth, molto più dolce, che potesse abbracciare, quindi tutto il sunto delle nostre sonorità che abbiamo sviluppato in questi anni. Il nostro intento era quello di non soffermarci su un suono aggressivo, dato che lo riteniamo un po’ superato.”

Quali temi trattate all’interno di “Roadhouse Crow”?

“Qualsiasi immagine ci colpisca. Il nervo di ogni nostro testo non è altro che una scintilla che si sviluppa nel testo stesso. Partiamo da una immagine attorno alla quale creiamo, come se fosse un corollario di immagini che costellano la principale. Potrebbe essere spiegata come un’immagine cinematografica. Ecco i nostri testi possono essere definiti come cinematici.”

Da dove nasce l’idea di scrivere in inglese?

“Fondamentalmente l’inglese è una lingua universale, internazionale. Ovviamente non vogliamo nasconderci dietro l’inglese come se fosse un alibi, è semplicemente il veicolo più fruibile per la comprensione dei nostri testi all’estero. Con la lingua anglosassone il nostro cantato assume una linea che non avrebbe con l’italiano. Le prove sono state tante e intense, e la scelta è stata maturata col tempo.” -taglio2- Facendo un salto al passato, come vi siete conosciuti e com’è nata l’idea di metter su una band?

“L’idea di metter su una band è nata da un ragazzo che non è più nella band, è un po’ un paradosso. Come membri storici siamo rimasti in due e poi si è aggiunto mio cugino ed un nostro amico di infanzia. Siamo sempre stati amici ed il legame e la professionalità si sono intensificati sempre di più.”

Avete iniziato esibendovi prima nei live, Ccome mai solo dopo due anni avete deciso di incidere il primo disco?

“Questo perché non bisogna mai fare l’errore di ‘buttare’ delle idee. I pezzi vanno rodati, assimilati e percepiti. Poi, con tutta la presunzione del mondo, metterli sul disco perché ritenuti quanto più completi possibili.”

Quali i prossimi appuntamenti in cui anche i nostri lettori potranno ascoltarvi?

“Per quanto riguarda la parte estiva saremo un po’ fermi perché vogliamo ‘chiuderci’ in sala e provare nuovi sound. Le idee sono tante e dobbiamo impegnarci tanto per trovare le giuste immagini da fornire al pubblico. Quindi invitiamo tutti a seguirci sulla pagina Facebook, a presto.”





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