Il Teatro non tramonta mai

di Gennaro Santarpia

numero 178 - Giugno 2017

Prosegue con successo la rassegna “Il filo di Arianna”, ciclo di appuntamenti di cultura e arte promossi dal club culturale Megaride di Napoli


Il club Megaride di Napoli, presieduto dal prof. Enzo Meo per riflessioni su temi e aspetti della contemporaneità, continua la sua promozione in campo artistico. L’incontro è promosso da Paola Franchomme, Paola Pisano e Giulio Rolando, direttore della rivista culturale “Il Cerchio”. L’undicesimo appuntamento fa il punto su “Napoli a teatro: ieri, oggi, domani”, con contributi di Domenico Ciruzzi, avvocato penalista cassazionista, autore e regista teatrale, cinematografico e televisivo, presidente del Premio Napoli; Maresa Galli, giornalista, cantante, scrittrice; Giuliana Gargiulo, giornalista, scrittrice, attrice; Lucio Mirra, impresario teatrale, direttore artistico e amministrativo del Teatro Diana, scrittore; conduce Ermanno Corsi. -taglio- Dopo i saluti del presidente della Municipalità Chiaia-Posillipo-San Ferdinando, Francesco de Giovanni di Santaseverina, Corsi apre con un excursus storico dalla villanella alla napoletana a La rumba degli scugnizzi, passando per A serenata ‘e Pulicenella di Domenico Cimarosa nella magistrale interpretazione di Peppe Barra, accompagnato alla chitarra da Angelo Branduardi. La sapiente regia di Paola Pisano cuce insieme dibattito e proiezione di filmati. Giuliana Gargiulo racconta i momenti salienti della sua vita ed il teatro di Edoardo Scarpetta e di Eduardo De Filippo. Intanto scorrono immagini dello speciale di Rai1 sulla Gargiulo, dagli esordi con Eduardo all’amicizia con Rudolf Nureyef e Carla Fracci, alla collaborazione con i grandi giornali internazionali; scorrono spezzoni di film e di canzoni, da Totò con la scena degli spaghetti di “Miseria e nobiltà” a Eduardo che intona “Uocchie c’arraggiunate” in “Gennariello”, ad Angela Luce con “Ninì Tirabusciò” al Salone Margherita. Lucio Mirra racconta i grandi protagonisti del teatro napoletano ospitati dal Diana, davvero tutti, e intanto scorrono le immagini di “Ciccio Formaggio”, -taglio2- scritta da Pisani-Cioffi per Nino Taranto, Totò che interpreta “’A livella”, Lina Sastri che interpreta “Era de maggio”. Maresa Galli racconta il teatro d’avanguardia a partire dagli anni ’70, gli anni del Teatro Instabile, di Falso Movimento di Mario Martone, del Teatro dei Mutamenti di Antonio Neiwiller, del Teatro Studio di Caserta di Toni Servillo, di Teatri Uniti. Parla di Mario Martone e del suo “Tango glaciale” e di “Rasoi” di Enzo Moscato, della Napoli di Lucio Amelio e dell’incontro delle arti, di Leo De Barardinis e di Perla Peragallo, di Spazio Libero di Vittorio Lucariello e del Centro Teatro Esse di Gennaro Vitiello, e della scuola napoletana degli anni ’80 di Moscato, Ruccello e Santanelli. E intanto scorrono le immagini di “Scannasurice”, testo di Moscato dell’ ’82 diretto da Carlo Cerciello all’Elicantropo nell’ottima interpretazione di Imma Villa. Domenico Ciruzzi si riaggancia alle avanguardie per raccontare il teatro e gli autori di domani. E il pubblico accende un dibattito sul Teatro, immortale espressione artistica della cultura napoletana.





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