Il rispetto per le donne

di Alfredo Salucci

Numero 176 - Aprile 2017

Ho affrontato più volte il tema della violenza sulle donne, con l’illusione di non ritornare più sull’argomento. Purtroppo le violenze non si fermano e ogni giorno siamo costretti a leggere e a sentire di nuovi fatti criminosi...


Violenze che si realizzano con minacce telefoniche o via web, con maltrattamenti, ferimenti, fino all’assassinio. A queste efferatezze va aggiunto lo stupro: il crimine più odioso che si possa compiere. Queste violenze possono realizzarsi in qualsiasi luogo, dalle mura domestiche al posto di lavoro, sui mezzi pubblici o per strada. L’aggressione, poi, può essere realizzata dal singolo o dal branco. Questo per ricordare a chi non ne sia ancora convinto come la donna per molti resta ancora un oggetto di cui si può disporre come e quando si vuole. Una società laica, democratica, multiculturale, che non riesce a garantire il rispetto per le donne sotto ogni aspetto è intollerabile. -taglio- Purtroppo, i sofisti con la loro arte retorica continuano a diluire gli accadimenti in un mare di responsabilità che vede al primo posto le stesse donne incoscienti e facilone. Dopo di loro, a vario titolo, la colpa della violenza subita è attribuita alla famiglia, all’alcol, alla droga, all’immigrazione, al caso, ecc. Come intervenire? Le leggi ci sono, ma vanno fatte rispettare. Inoltre ci vuole una maggiore e più efficacia prevenzione. Quando una donna sporge denunzia, bisogna prestare la massima attenzione, e se la denunzia è suffragata da chiari indizi, provvedere al caso con determinazione. Malauguratamente, abbiamo dovuto assistere anche ad avvenimenti che forse potevano essere evitati. Molte donne sono rimaste sfregiate irreparabilmente, altre distrutte psicologicamente, qualcuna non c’è più: in un Nazione che si dichiara civile ed egualitaria queste cose non sono accettabili. L’idea della donna oggetto, sottomessa, dipendente, incapace, deve essere cancellata per sempre. La donna è uguale all’uomo e lo è sempre stata, siamo stati noi a trovare le differenze e le deficienze del sesso debole rispetto al cosiddetto sesso forte. La storia viene da lontano. Tutti hanno considerato la donna debole -taglio2- sotto tutti i punti di vista da quello fisico a quello morale. Così nei secoli ci siamo convinti che andava guidata, assoggettata, e la donna che non rispettava queste convinzioni maschiliste andava punita. Questo e quello che abbiamo fatto e insegnato per secoli. Anche per queste passate certezze ci troviamo a combattere una mentalità misogina che non intende prendere atto di un’uguaglianza di fatto. Se non ci convinciamo di questa uguaglianza a qualsiasi livello – familiare, sociale, giuridico, lavorativo – le donne continueranno a combattere per rivendicare la loro sacrosanta parità. Questa consapevolezza di parità fra uomo e donna deve valere per tutti, residenti e immigrati. Si è detto e scritto a chiare lettere che l’Europa è un continente accogliente, ma chi decide di vivere sul suo suolo deve necessariamente accettare e rispettare le leggi vigenti. E una legge sacrosanta è l’uguaglianza fra le persone indipendentemente dal sesso, dall’ideologia politica e dal credo religioso. Se non facciamo valere questo principio, il destino dell’Europa è segnato. In pochi anni vedremo cadere a pezzi la nostra storia, la nostra cultura e i nostri valori.





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