Identikit del diavolo

di Pasquale Matrone

Numero 177 - Maggio 2017

Un identikit del diavolo. È ora di tracciarlo. Pochi tratti schizzati sul foglio con mano esperta da chi, avendo a disposizione elementi molteplici e precisi sull’ indole e sulle azioni della bestia, raccolti in luoghi diversi della terra, sappia trarre da essi la fattezza adatta a darne raffigurazione fedele...


Occorre, naturalmente, un pittore capace, uno che abbia non solo un corredo di studi in accademie, ma anche, e soprattutto, una lunga pratica con l’ombra celata nell’animo umano, con le abiezioni della Storia, con la sete del potere e l’elefantiaca delirante dilatazione di un io sempre più spesso teso a sostituirsi a Dio. Uno esperto, perciò: un disegnatore che a lungo ha meditato sui dettagli in suo possesso, sia quelli che gli si sono presentati chiari e inconfondibili sin dall’inizio, sia gli altri, quelli a lui descritti con linguaggio inadeguato, approssimativo, lacunoso. -taglio- Quando l’artista fa bene la sua parte, concentrandosi, senza mai perdere di vista nessuno dei dati accumulati, il suo disegno cresce, sempre più persuasivo: sinistro, inquietante; estraneo a qualsivoglia forma nota; chiazza materica sanguinolenta; bieca rappresentazione corale di stentoree voci oscene stonate, di salmodia lugubre e cacofonica degradata da rumori volgari grotteschi, crescenti sino a farsi fragore. Sulla tela, un intruglio turpe di: giornalisti venduti, politici mariuoli, pseudo scienziati, avvocati mascalzoni, giudici corrotti, testimoni falsi, spergiuri... Tutti, a vario titolo, nemici della verità. L’identikit è pronto. Occorre, a questo punto, diffonderlo. La gente deve essere in grado di individuare l’immonda ‘Macchia’ seminatrice di dolore, solitudine, ingiustizia, morte. -taglio2- ‘Macchia’, non figura, dunque. Bruttezza informe, nauseabonda, viscida. Come lo è la Menzogna. Perché il vero diavolo è la Menzogna. Corna, coda, effluvi sulfurei, zampe caprine sono invenzioni, figurazioni ingenue dell’irrappresentabile, del Maligno nell’immaginario collettivo. Solo la Menzogna può arrogarsi il maledetto diritto di essere considerata l’icona per antonomasia del Male. La Menzogna non è diabolica, è essa stessa il diavolo. Segno adatto a rappresentala è la ‘Macchia’. Che è marchio di massa putrescente, bubbone infetto, stagno di liquami capaci di contaminare l’anima, di renderla avida, spietata, assassina. Se l’artista ha ben esaminato passato e presente, il ritratto risulterà eloquente. La gente capirà. E imparerà a riconoscere subito il fetore della falsità e dei bugiardi.





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