I sogni son desideri

di Tommaso Martinelli

numero 178 - Giugno 2017

È tornata sulla scena musicale più grintosa che mai, Silvia Salemi, ha ancora molto da raccontare...


Non ha mai smesso di credere nei suoi sogni e dopo più di vent'anni di carriera, conserva l'entusiasmo e la grinta di una debuttante. Silvia Salemi, dopo il grande successo ottenuto su Rete4 nelle vesti di conduttrice del programma “Piccole luci” è tornata al suo primo amore: la musica. E per l'occasione, la poliedrica artista di origini siciliane si racconta ad Albatros.

Silvia, come nasce il tuo nuovo singolo "Potrebbe essere"?

“Si tratta di una canzone nata qualche anno fa, ero seduta al pianoforte ed ascoltavo canzoni della mia infanzia. Dopodiché, il brano, ha visto il suo completamento con gli arrangiamenti di Francesco Tosoni, che ha prodotto con me questo lavoro. Tutto riporta ad un’atmosfera estiva, dove il suono elettro-pop incontra quello suonato dai musicisti che saranno con me anche nel corso dei miei live.”

Com'è stato tornare alla musica dopo tutti questi anni?

“Il mio ritorno alla musica non arriva oggi, ma è il frutto di un lungo percorso in cui, prima di approdare alla produzione ho ricercato il genere di suoni e di canzoni cui volevo arrivare. Ho raggiunto questo obiettivo quando ho incontrato un gruppo di lavoro solido e compatto con cui collaborare e con cui condividere la mia musica.”

A breve uscirà il tuo nuovo album...

“Esatto! Lo definirei un disco della maturità: sereno, pieno di musica e di canzoni vere.”

Quali ricordi conservi della tua gavetta? -taglio- “Spesso mi ritornano in mente i tantissimi matrimoni cui ho preso parte nelle vesti di cantante del pianobar. Una volta ricordo di aver fatto piangere la sposa dopo aver cantato un brano di Whitney Houston e di aver passato il resto della cerimonia a consolarla. Ho fatto, inoltre, sempre in quegli anni, più presenze su piazze e concertini che chilometri con la macchina. Mi sono fatta le ossa cantando con spie e microfoni di scarsa qualità e in situazioni oggettivamente ‘off’. Partecipai anche al Karaoke di Fiorello, vincendo un bel televisore! – ride -.”

Non hai mai temuto di restare intrappolata nel successo di “A casa di Luca”?

“Mai! Sarò sempre riconoscente a questo brano ed al suo autore ,Artegiani. Sarò sempre innamorata di quel mio primo successo, non lo rinnegherò per nessun motivo, ‘A casa di Luca’ mi ha dato tutto.”

Di recente, su Rete4, hai condotto il programma “Piccole luci”...

“Non avrei mai pensato di poter vedere realizzato il mio sogno: parlare con persone che, dopo aver vissuto dei drammi, hanno un bagaglio prezioso di vita da regalare. Mi sento una persona fortunata e grata per aver partecipato a questo progetto.”

Da cosa nasce il titolo “Piccole luci”?

“Il nome del programma nasce da un ricordo lontanissimo. Da bambina mia mamma curava un piccolo diario di registrazioni vocali che aveva chiamato ‘Piccole luci’. Ricordo ancora il titolo scritto a matita sulla cassetta. Quelle due semplici parole mi sono rimaste nella memoria, e appena ho potuto, ho sentito l'esigenza di farlo rivivere. Quindi ‘grazie’ alla mia mamma!”


Quale messaggio ti piacerebbe aver lanciato attraverso “Piccole luci”?

“Anche di fronte alle più grandi sfide si può sempre sperare di ripartire. Questo è il messaggio! Dobbiamo sfidare noi stessi e il destino, che spesso ci mette di fronte a prove durissime. Alla fine, però, possiamo essere testimoni di rinascita di una piccola luce per noi e per gli altri.”

Ritornando alla musica, com’è stato tornare in sala di registrazione?

“Le registrazioni sono state tutte occasioni di crescita. L'affiatamento con la troupe è cresciuto giorno dopo giorno, brano dopo brano. Sarò ripetitiva, ma devo ringraziarli tutti! La sera, a fine registrazioni, quando arrivava il momento della cena, eravamo sereni e rilassati. Con loro, il tempo è volato.” -taglio2- Negli ultimi anni, sul piccolo schermo, ti abbiamo visto anche a “Tale e quale show”. Quale ricordo conservi?

“’Tale e quale’ ha segnato il momento in cui, dopo aver avuto due figlie e aver fatto per anni la mamma a tempo pieno, ho deciso di ritornare gradualmente a fare altro. Per me era prioritario essere mamma senza ‘se’ e senza ‘ma’, e l'esperienza di questo programma oltre ad avermi fatto benissimo sotto il profilo formativo, mi ha fatto capire che potevo gestire bene la famiglia e fare bene il mio lavoro. Forse il più bel ricordo è proprio questo e soprattutto grazie anche a Carlo Conti che ha creduto in me.”

Sei mamma di due bambine: Sofia e Ludovica. Quali sono i valori più importanti che insegni loro?

“Quello che cerco di insegnare alle mie figlie è solo di non smettere mai di impegnarsi e di pensare sempre di poter fare meglio. Non in un'ottica di stressante competizione con il mondo, ma di ottimista gratitudine alla vita. Con mio marito pensiamo sempre che il valore più importante è lo stare uniti.”

Della società di oggi cosa ti spaventa di più?

“Ogni momento storico ha le proprie caratteristiche e criticità. Quando i miei nonni erano genitori si dicevano spaventati di come andava il mondo; così è stato anche per i miei genitori. Io, invece, dico una cosa diversa: siamo figli del nostro tempo e troveremo, con lo spirito di adattamento connaturato all'essere umano, il modo di vivere questo tempo.”

Cosa, invece, riesce a regalarti positività e speranza?

“La mia coscienza. Ogni giorno dico a me stessa: ‘Guarda che fortuna che hai e pensa a chi non ce l'ha’. E poi il pensiero dei miei genitori, loro sono il mio faro insieme a mio marito.”

Tra dieci anni come ti piacerebbe vederti?

“Tra dieci anni Sofia avrà 21 anni e Ludovica 18. Chissà, a quel punto comincerò a pensare che nel giro di qualche anno potrei diventare nonna. Sarò nonna Silvia (sorride, ndr).”

E sul fronte professionale, in futuro, quali altri traguardi ti piacerebbe raggiungere?

“Vorrei continuare a fare quello che faccio, ma non rinuncerò mai alla mia quotidianità. Sognare e stare ad occhi chiusi sospesa tra realtà e immaginazione. Per il mestiere che mi sono scelta, sognare è fondamentale. Come dice Walt Disney: ‘Se puoi sognarlo, puoi farlo!’.





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