I poeti come risorsa

di Pasquale Matrone

Numero 181 - Ottobre 2017

Esistono versi capaci di seminare nell’anima il fertile germe della celeste poesia, amalgama di mistero pensiero musica voce, eco d’infinito.


Esistono versi capaci di seminare nell’anima il fertile germe della celeste poesia, amalgama di mistero pensiero musica voce, eco d’infinito. In essi è presente il momento liminare e recondito in cui l’Essere si concede all’esserci; il fiume in cui confluiscono letteratura e filosofia, sprigionando epifanie e teofanie in rapidi e quasi accecanti barbagli di luce... La poesia, quella ‘odorosa di lucerna’, frutto di necessità e, insieme, di lunga costante acuta e mirata esplorazione dell’universo poetico, nonché dei codici e degli strumenti indispensabili a fare, di un’aspirazione velleitaria, un canto vero nuovo e significante, ha un’altissima valenza formativa. Come ogni altra tipologia d’arte. -taglio- Produce un capitale prezioso a vantaggio del singolo e della società: dona, infatti, alla mente e al cuore il desiderio della Bellezza. Ed è anche medicina, quando ci si sente assaliti dalla paura di confrontarsi con una quotidianità sempre più precaria, ingiusta, violenta, bugiarda, aggressiva, arrogante, avida, ottusa, incline alla guerra, morbosamente asservita a una diabolica pulsione di morte… Oltre che sul piano spirituale e culturale, l’arte ha una sua ricaduta produttiva, anche su quello materiale, economico; è, perciò, una risorsa da recuperare e valorizzare più e meglio di quanto si sia fatto sino ad ora. Come tutti gli altri artisti autentici, i poeti non sono, dunque, esseri inutili: danno lustro ai paesi, ne narrano l’anima, ne tutelano la memoria, li eternano... Sono una grande ricchezza, anche se in tanti ancora non ci credono. Si va, infatti, in certi luoghi, come in pellegrinaggio, solo -taglio2- perché i poeti li hanno rivestiti di indimenticabili ‘note’: Salerno, Firenze, Castelvecchio, Bolgheri, Recanati, Mantova, Verona, Venosa... I poeti, dunque, sono anche un fattore trainante dell’economia... Ma, ‘in tutt’altre faccende affaccendati’, i politici non lo sanno; li considerano creature sospese tra impotenza sogno e delirio, individui affetti da insanabile e, tuttavia, blanda e innocua follia. E se mai un giorno riuscissero a comprenderne funzione e potenziale, farebbero di tutto per accaparrarsene il numero più alto possibile, seguendo criteri più o meno simili a quelli del mai abbandonato ‘manuale Cencelli’, e cioè strettamente proporzionati all’ampiezza del proprio elettorato. E, naturalmente non tutti e fatta salva l’onorabilità degli onesti, per includerli negli elenchi dei meritevoli di alloro, finirebbero col chiedere anche a loro la mazzetta.





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