Giorgia Trasselli

Lasciare il segno

di Laura Fiore

Numero 177 - Maggio 2017


Si è esibita nei grandi teatri italiani al fianco di registi ed attori che hanno fatto la storia del mondo dello spettacolo. Il suo segreto? Duro lavoro e sacrificio, un mantra “da tramandare”...


Sarà presto a Teatro per una partecipazione straordinaria nello spettacolo “1% - Punizione ad affetto”, che riprende una figura calcistica che non comparirà mai in scena, ma che costituirà il perno della vicenda. In particolare , Giorgia Trasselli, interpreta un personaggio all’inizio un po’ esitante e misterioso che, però nel secondo atto lascerà tutti a bocca aperta con un grande colpo di scena. Questo è solo l’ultimo dei numerosi ruoli interpretati dall’attrice romana, che nel corso del tempo si è fatta conoscere al grande pubblico per la sua grande bravura e capacità di vestire i panni dei personaggi più svariati. Il talento della Trasselli, è frutto di anni di lavoro, proprio come ci racconta in questa intervista e nonostante il mondo della recitazione sia cambiato, riesce sempre ad avere quell’entusiasmo e quella voglia di mettersi in gioco come se fosse un’attrice ai primi passi.

Come si prepara ad interpretare un personaggio?

“Cerco di rispondere con sincerità, perché non lo so! Preparo un ruolo in punta di piedi, perché all’inizio noi attori non sappiamo niente. Si, c’è una scrittura che se è buona può aiutare molto la preparazione del personaggio, ma in generale cerco di mettermi in contatto con il ruolo e soprattutto mi affido al regista. -taglio- La figura del regista è fondamentale per me, lui ti prende per mano: se è uno bravo e sa dirigere gli attori, grande dote, può aiutare molto a capire l’interpretazione che si deve affrontare. Ho avuto la fortuna di essere stata diretta piuttosto spesso bene e questo mi ha confortato ed aiutato. Quindi il mio entrare in contatto col personaggio, pian piano è diventata una sicurezza. Si è trasformata nello stare sulla scena in maniera serena avendo la sensazione di costruire veramente qualcosa, un personaggio che sia vivo e non semplicemente scritto.”

È capitato che un ruolo da lei interpretato influenzasse la sua quotidianità?

“Non saprei, però è probabile che accada, magari in un momento limitato nel tempo ovviamente. Credo nel lavoro e nello studio, nell’acquisizione di una tecnica che dopo deve diventare vita e viva. Bisogna essere autentici e veri, perché il pubblico non lo puoi ingannare, devi raccontare una verità. Quindi non so se questo mi abbia influenzato nella quotidianità, però può darsi. Una cosa è certa: quando fai le prove di uno spettacolo il personaggio te lo porti a casa, a cena, a dormire, è un continuo lavorio, pensi a migliorare le battute. Ecco perché il teatro è un work in progress, un lavoro che non finisce la sera della prima ma continua per tutto il tempo delle repliche. Poi, però chiuso il sipario ritorno me stessa.”

Oltre ad essere un’attrice, è anche un’insegnante di dizione e recitazione, come crede siano cambiate le nuove leve nel corso del tempo?

“In primo luogo è aumentata la quantità di attori aspiranti, la domanda è cresciuta vorticosamente. Non si può negare un occasione a nessuno, ma questo comporta anche un’elevata competizione. Forse la tv che promette molto, grazie alla quale improvvisamente si diventa famosi, può costituire un pericolo per il nostro teatro e la nostra cultura perché, purtroppo o per fortuna, alla fine si deve essere bravi. Amo svisceratamente quello che faccio e mi ritengo fortunata, però ho lavorato e faticato per raggiungere degli obiettivi. Anni fa c’era un po’ più di semplicità nella serietà, nel senso che eravamo più appassionati. Per fortuna ancora adesso ci sono persone motivate e che si impegnano, però è cambiato il punto di vista.” -taglio2- Ha collaborato con tanti artisti celebri del mondo del teatro e della televisione, quale di questi le ha lasciato un particolare ricordo?

“Beh, è difficile dirlo, sono in tanti e ognuno ha fatto parte di un pezzo della vita. Io ho un particolare ricordo di Sbragia, per me un maestro nel periodo in cui abbiamo lavorato insieme. Poi Melchionna, il quale mi ha insegnato tanto ed ha una grande passione per il teatro e per gli attori. Lui sa come tirare fuori l’anima, e la pretende! È esigente in scena, però ti fa sentire appagato. Alle volte siamo irriconoscenti, io spero di non esserlo, anche la maturità ti aiuta a capire l’aiuto ricevuto.”

Le piacerebbe tornare in tv?

“Si, la tv mi ha dato la popolarità e la visibilità che il teatro non dà. Non le nascondo, e lo dico spesso, che godo ancora di quell’eredità che mi è stata lasciata da Casa Vianello. È stato un ruolo rimasto nel cuore e nella mente anche delle persone, infatti, a distanza di anni ancora mi riconoscono. Quindi speriamo che ricapiti un bel personaggio adatto a me!”

“Credo nel lavoro e nello studio, nell’acquisizione di una tecnica che dopo deve diventare vita e viva”


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