GIORGIA SURINA

di Laura Fiore

Numero 180 - Settembre 2017


Attrice, presentatrice e conduttrice radiofonica è certamente uno dei volti più amati dagli italiani, in questa intervista ci svela il segreto del suo successo


È nata l’8 Marzo, giorno della Festa della donna, e seppur si tratti di un caso non poteva esserci data di nascita migliore per lei, che è una donna con la “D” maiuscola. Giorgia Surina, attrice, conduttrice televisiva e conduttrice radiofonica, nata da padre croato e da madre italiana, appare in televisione giovanissima sul circuito televisivo Junior Tv, dove ha condotto il programma contenitore per ragazzi “Casa J”. Nel settembre del 1998 debutta, invece, su MTV nel programma “Hitlist Italia” e successivamente parte per l'Inghilterra per condurre “Select London”, affiancata dal vj Marco Maccarini. L’anno successivo, ritorna in Italia per condurre il nuovo show di MTV “TRL: Total Request Live”, il programma che fa conoscere Giorgia Surina al grande pubblico. Da quell’istante la sua carriera è tutta in discesa, infatti, nel 2004 Giorgia Surina è la protagonista del film “Una talpa al bioparco” con Adriano Giannini per la regia di Fulvio Ottaviano, pellicola che metterà in risalto anche le sue doti da attrice. Ha recitato in “Somewhere” di Sofia Coppola, “Lezioni di cioccolato 2” di Alessio Maria Federici, e nel più recente “Sono un pirata, sono un signore” di Eduardo Tartaglia. Oltre al cinema, la ritroviamo anche in Tv dove partecipa a più serie come “Love Bugs” e “Un medico in famiglia”. Infine, attualmente Giorgia Surina è anche conduttrice del programma “Shaker” per RTL, ed è in giro per la penisola con il Festival Show. Nata per stare nel mondo dello spettacolo, riesce sempre a trasmettere la grande passione che caratterizza ogni suo impegno lavorativo e non.

Partiamo subito dall’esperienza che ti ha visto protagonista quest’estate in giro per le piazze italiane: come hai accolto la proposta di presentare l’edizione 2017 del Festival Show?

“Con grande entusiasmo! In realtà già dal 2014 mi avevo chiesto di condurre il Festival Show, ma ahimè ogni volta per impegni di lavoro presi in precedenza ed altro, non è mai stato possibile concretizzare questa collaborazione fino a quest’anno. Abbiamo girato lo stivale in lungo e in largo, è sempre una forte emozione ritrovarsi su un palco con un pubblico davvero numeroso.”

Essendo anche una speaker radiofonica, cosa c’è di diverso tra un’esperienza come quella del Festival Show e quella di uno studio radiofonico? -taglio- “Mah, in realtà tra le due l’unica differenza è la presenza del pubblico, anche se in radio abbiamo sempre la possibilità di interagire con gli ascoltatori. Tra le cose che ho fatto, e che faccio, nella mia ‘vita artistica’ c’è molta differenza ovviamente tra un set cinematografico ed il palco di un festival. Lì hai dei ritmi diversi, hai la possibilità di fermarti e di ripetere la scena più volte. Quando sei live, invece, o la va o la spacca e anche se capita di sbagliare, bisogna andare avanti. La bravura sta anche, appunto, nel saper mascherare un proprio eventuale errore e continuare come se nulla fosse accaduto”

Entrare in questo mondo non è facile, cosa ci vuole secondo te oltre al talento per fare questo mestiere, e in generale, per “sfondare” nell’universo dello spettacolo?

“Tanta forza di volontà. Non mi sento di dover dare consigli, ho imparato studiando e facendo molta pratica quindi i nuovi talenti dovrebbero cercare di ‘rubare’ il mestiere il più possibile e cercare di distinguersi. Il livello richiesto al giorno d’oggi è davvero molto alto, c’è molta più competizione e sono in tanti quelli che cominciano davvero presto a proiettare la propria vita verso questa realtà. La cosa importante è non montarsi mai la testa, anche quando pensi di essere arrivato.”

Nell’arco della tua carriera hai mai avuto un idolo, o comunque un modello cui ispirarti?

“A dir la verità no, ho sempre tenuto (oggi come allora) ad essere Giorgia Surina e quindi a crearmi un mio tratto distintivo totalmente differente da qualcun altro. Infatti, ‘ispirarsi’ forse non è la parola giusta, io sono una persona che osserva, come si dice ‘prendi l’arte…’ Detto questo, negli anni ho sempre voluto salvaguardare la mia personalità a 360 gradi. Il mio istinto mi ha guidato in questa direzione, e non penso mi abbia condotto nel modo sbagliato. Con questo non voglio sembrare una di quelle che se la tira, anzi… semplicemente non ho mai voluto essere ‘come’ qualcuno.”

Hai lavorato, inoltre, con tanti attori, musicisti, presentatori di calibro internazionale: cosa hai appreso e cosa ti è servito per il prosieguo della tua carriera artistica?

“Eh, ne sono davvero tanti e sarebbe davvero difficile dover scegliere qualcuno, anche perché ogni persona che ho incontrato sulla mia strada mi ha lasciato qualcosa da dover custodire in positivo o in negativo che sia. Ricordo quando ho incontrato George Micheal, uno dei miei artisti preferiti in assoluto, ero così emozionata, oppure Skin e la sua risata contagiosa, i Blink 182 ed i Red Hot Chili Peppers….”

Come giudichi ad oggi il tuo percorso professionale? Hai qualche rimpiato e/o faresti qualcosa diversamente?

“Per fortuna non ho nessun rimpianto, però ogni tanto c’è una domanda che mi frulla in testa. Quando ho iniziato a lavorare per MTV, non esistevano ancora degli studi televisivi in Italia e quindi mi trasferì a Londra, fino a quando poi non sono ritornata qualche anno dopo a Milano nella nuova sede di MTV Italia. Beh, ogni tanto inizio a pensare a come sarebbe andata la mia vita se avessi deciso di restare a Londra piuttosto che tornare in Italia, cosa sarebbe successo? Ovviamente sono grata per la piega che ha preso la mia vita qui in Italia, però sai quando ogni tanto pensi a com’eri e come saresti potuta essere...”

Hai un sogno nel cassetto che vorresti con tutta te stessa che si realizzasse?

“Beh, i miei sogni nel cassetto li ho tirati tutti fuori! Ho lavorato sodo e realizzato tanto, certo fare un lavoro che ti piace e che ti soddisfa rende tutto più piacevole, e forse è proprio per questo motivo che al momento non sento di desiderare altro se non quello che già ho.”

Nella cover di questo mese trattiamo il mondo incantato delle fiabe che inevitabilmente deve fare i conti con la dura realtà, come reputi la direzione che si sta prendendo?

“Ogni generazione ha il suo modo di vivere le cose e le situazioni, certamente è difficile definire cosa è giusto e cosa non lo è, ormai il mondo gira così veloce che è davvero complicato stargli dietro. Forse, l’obiettivo da non perdere mai, anche per le generazioni che verranno, è cercare di essere sempre se stessi.”

“Come sarebbe andata la mia vita se avessi deciso di restare a Londra piuttosto che tornare in Italia, cosa sarebbe successo?”


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