Destinato a scrivere

di Laura Fiore

Numero 176 - Aprile 2017

L’impegno, la bravura e la costanza portano sempre a dei risultati positivi, proprio come è successo a Raffaele Ceriello con la sua opera prima “Qualche volta eri felice”


Ci sono persone che nascono con un’innata necessità di dover condividere le proprie emozioni attraverso l’arte; solo grazie ad essa riescono ad essere loro stesse e quindi a farsi conoscere da tutto ciò che li circonda. Una descrizione in cui molti possono riconoscersi, ma in quanti sono davvero in grado di trasmettere e dar vita a qualcosa che realmente può essere definito arte? C’è una persona, un ragazzo, che sta dedicando la propria vita a questa passione: Raffaele Ceriello. Già da adolescente ha sempre avuto le idee molto chiare, infatti, dopo aver finito il Liceo decide di andare a Roma per frequentare la Scuola di Cinema ed il corso Tracce snc di sceneggiatura. Da quel momento la sua mente non ha mai smesso di creare, pensare, trasformare idee che poi sarebbero diventate documentari, spot o cortometraggi e che gli hanno aperto, a tutti gli effetti, le porte del mondo della regia e della sceneggiatura. Tante sono le esperienze che Raffaele Ceriello ha scritto nel suo portfolio, ma per completare il cerchio mancava un piccolo tassello, che si è aggiunto all’inizio di questo nuovo anno. -taglio- Nel Gennaio del 2017, infatti, Ceriello fa il suo esordio nel mondo della letteratura, pubblicando con la Casa Editrice Albatros Edizioni la sua opera prima dal titolo “Qualche volta eri felice”. Raccolta di storie della realtà campana, che non sono nate con il mero obiettivo di voler puntare il dito verso qualcosa o qualcuno, ma vogliono raccontarci la bellezza della diversità, di come cambia la vita di ognuno di noi e come ci condizionano spesso i fattori esterni. “Qualche volta eri felice” descrive uno spaccato di vita esistente e quotidiano, in cui i personaggi sono chiamati a far fronte alle difficoltà che vi si presentano e alle personali lotte interiori. Quest’opera un po’ noir, grazie al suo linguaggio diretto e al tempo stesso ricercato, è in grado di far entrare il lettore in contatto con ogni singolo carattere che si incontra tra le pagine di questo libro; e qui si nota la bravura del Ceriello regista e sceneggiatore, perché ogni frase di questa raccolta è in grado di evocare immagini in maniera istantanea: è possibile “vedere con la mente” la scena esatta in cui avviene la storia e questo solo grazie ad un abile lavoro descrittivo che fa l’autore all’interno del romanzo. I prima a godere di questo lavoro ben fatto, sono stati tutti i, numerosi, presenti al primo evento di presentazione -taglio2- di Somma Vesuviana al Vernillo, dove tra le parole di un consapevole ma emozionato Raffaele Ceriello “Qualche volta eri felice” ha riscosso un enorme successo ed interesse da parte del pubblico, che non ha esitato a chiedere all’autore tutti i particolare di questo suo libro d’esordio. Visto il successo del primo evento, si è parlato di quest’opera anche a Runradio, Radio Marte e Radio Antenna Uno, dove l’autore ha potuto presentare e raccontare qualcosa in più sull’opera, e perché no, anche di sé. Molte sono state le soddisfazioni per questo giovane autore, che non smette di destare curiosità. Infatti, a volerlo come ospite c’è stata anche l’emittente televisiva Italiamia che ha dedicato a Raffaele Ceriello uno spazio all’interno del programma “Parole”. Negli ultimi giorni, invece, il romanzo è stato presentato a Sant’Anastasia con la collaborazione della NOA – Nuovi Orizzonti Anastasiani – che ha riconosciuto il talento di Raffaele Ceriello e ha voluto assolutamente che parlasse di “Qualche volta eri felice”. La Casa Editrice Albatros Edizioni, inoltre, si è detta soddisfatta dei risultati ottenuti da Raffaele Ceriello in pochi mesi dall’uscita del libro, felice di aver scoperto la bravura di questo giovane autore.





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