Dentro un pois

di Paolo Carotenuto

Numero 185 - Febbraio 2018

L’artista più controversa degli ultimi quarant’anni è senza ombra di dubbio Yayoi Kusama, che con la sua ultima collezione vuole lasciare il segno anche nel futuro


Forse il nome a primo impatto non vi dice molto, ma certamente le sue opere sono conosciute e RIconosciute in tutto il mondo. Yayoi Kusama nasce a Matsumoto nel 1929; studia pittura Nihonga, uno stile di grande rigore formale e nel 1958 si trasferisce a New York poiché attirata dal potenziale sperimentale della scena artistica dell'epoca. Nel 1959 crea i suoi primi lavori della serie “Infinity Net”: delle grandi tele lunghe quasi una decina di metri; successivamente si dedica all'elaborazione di nuove opere d'arte, per esempio “Accumulatium” o “Sex Obsession”. Un’artista che ama farsi definire provocatoria e a tratti, perché no, osè dipingendo con dei pois i corpi dei partecipanti o facendoli “entrare” nelle sue opere. Negli anni ’70 Kusama ritorna in Giappone, dove inizia a scrivere poesie e romanzi surreali. Recentemente l'artista continua a rappresentare l'infinito attraverso sculture a tutto tondo e sale accessibili ai visitatori. Ricordiamo l’opera del 1993, presso la Biennale di Venezia: Kusama creò un'abbagliante sala degli specchi con inserite delle zucche, che diventavano un suo alter ego. Da quel momento l’artista giapponese inventa altre opere su commissione, per lo più fiori giganti o piante colorate. -taglio- Le sue opere sono esposte in vari musei importanti a livello mondiale in mostre permanenti, come per esempio il Museum of Modern Art di New York, Walker Art Center nel Minneapolis, al Tate Modern a Londra e al National Museum of Modern Art di Tokyo. Yayoi Kusama raggiunge la fama mondiale grazie alla collaborazione con Peter Gabriel nel video "Love Town", in cui tutte le sue ossessioni - pois, reticolati, cibo e sesso - finiscono nel mondo ipertrofico della canzone dell'ex Genesis. Ancora, nel 2012 grazie a Marc Jacobs, direttore artistico Louis Vuitton, l’artista nipponica ha svolto una delle più grandi collaborazioni artistiche per la maison francese. Sono stati, infatti, realizzati numerosi capi d'abbigliamento che riportano gli ossessivi pois, molto grandi e colorati. È stata realizzata anche una linea di borse Louis Vuitton, dove sono stati ripresi i modelli più iconici in cui la classica tela Monogram è stata sostituita con la ben più prestigiosa pelle Monogram Vernis Dots Infinity. Quest’anno compirà 89 anni e, nonostante la non più giovane età, è ancora molto attiva artisticamente e sta producendo molte nuove opere che vanno a completare la collezione -taglio2- “My Eternal Soul” esposta in parte in questo momento a Tokyo. Anche in questo caso ricorrono gli stessi motivi, è come se l’artista dipingesse ripensando alla giovane ragazza che era ma con una prospettiva diversa. Quello che colpisce delle ultime opere di Kusama è una maggiore attenzione ai dettagli ed un tratto molto più deciso rispetto alle sue opere del passato. Un’artista che è consapevole di essere arrivata quasi alla fine della sua vita, ha come voluto “regalare” queste sue ultime opere d’arte alle generazioni future, nella speranza che queste saranno in grado di apprezzarne la bellezza e l’unicità. “Ho bisogno di lavorare perché la morte può essere dietro l'angolo. E perché fra il momento in cui me ne andrò e il tempo presente c’è una guerra da combattere”. Questo spirito da guerriera, le ha permesso di farsi spazio all’interno del mondo dell’arte internazionale che per una donna non è mai una passeggiata di salute! Dal 1977, Yayoi ha deciso di vivere in un manicomio e spesso ha spiegato che le sue creazioni non sono altro che dimensioni in un complesso mondo dai colori forti, frutto di allucinazioni che l’hanno tormentata fin da bambina. Assolutamente da non perdere!





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