Cosa significa molestare?

di Adriano Fiore

Numero 186 - Marzo 2018

Credo sia giunto il momento di mettere alcuni punti fermi rispetto al tema delle molestie sulle donne che ha caratterizzato gli ultimi mesi...


Credo sia giunto il momento di mettere alcuni punti fermi rispetto al tema delle molestie sulle donne che ha caratterizzato gli ultimi mesi, opacizzato solamente dalla campagna elettorale che ha preferito non toccare una tematica così spigolosa ed intricata. A differenza, infatti, del fenomeno della violenza sulle donne, facile da condannare data la gravità dello stesso e la crudeltà delle storie emerse, il problema delle molestie ha tante sfumature di difficile definizione, con confini labili e “pericolosi”. Leggevo qualche settimana fa un’interessante intervista a Catherine Deneuve che, sull’argomento, diceva “lasciate gli uomini liberi di corteggiarci”, asserendo che appunto bisogna capire bene la differenza tra chi molesta e chi, semplicemente, “ci prova”. Il problema è già stato sollevato da più parti, ma sono risultate poi solamente chiacchiere vacue, non riuscendo, universalmente, a definire specificamente nessuno dei due atteggiamenti, rimettendo quindi al giudizio personale di ciascuna donna se è stata “vittima” di qualche violenza (in forma ovviamente più lieve) o solamente di avances spinte e non gradite. Alcune, di fronte a queste parole, saranno già pronte a gridare al maschilismo, al “solito punto di vista dell’uomo che sottovaluta il problema”, ma vi assicuro che non è così. Fin quando porremo attenzione solamente alla percezione di ciascuna donna, caso per caso, su cosa è da considerarsi molestante e cosa, invece è tollerabile o magari finanche apprezzato, non ne potremo mai uscire. -taglio- Lo stesso atteggiamento, infatti, credo sarebbe percepito diversamente se a porlo in essere fosse Brad Pitt piuttosto che un bruttissimo spasimante. È inutile essere ipocriti, inevitabilmente è così, con un discorso che vale ovviamente per ambo i sessi e gusti sessuali. Volendolo dire meglio, potremmo asserire che la soglia di “tolleranza” aumenta in base all’avvenenza percepita del soggetto agente, di conseguenza una ricetta di cosa si può o non si può fare, su queste basi, risulta impossibile. Volendo, tuttavia, andare avanti col ragionamento per provare a venirne a capo, bisogna guardare non al modo di essere di ciascuna donna ma indagare il background relativo alle interazioni uomo-donna di ciascuna cultura. In tal modo, assodato ciò che è usuale nella dinamica fra i sessi relativamente all’approccio finalizzato al corteggiamento, si può successivamente individuare e mettere all’indice quegli atteggiamenti che “escono” da tale modus operandi in una maniera percepita come offensiva. Ecco un esempio per capire di cosa stiamo parlando: in Italia un gesto di galanteria riconosciuto dalla maggior parte delle donne è vedersi offerto il pranzo o la cena, soprattutto se l’incontro è frutto di un invito da parte dell’uomo. Ciò, invero, in alcune tradizioni nord-europee può essere percepito come offensivo nei confronti della donna, che data la propria acclarata emancipazione (parola peraltro di per sé bruttissima), non accetta l’intrinseca “superiorità economica del maschio” che sottende – a loro avviso – tale gesto. Spero vivamente che questa riflessione culturale sia finalmente realizzata, nel proprio intimo e collettivamente, da tutte le donne, in -taglio2- maniera non ipocrita ma ragionata e rispondente a quanto solitamente accettato quando c’è interesse nell’interlocutore di turno. Volendo guardare alla nostra di tradizione relativamente al corteggiamento, questa è costellata da stereotipi quali il latin lover ed il tombeur de femme, ovvero da corteggiatori estenuanti ed insistenti rispetto ad un imprinting culturale della donna che “si fa desiderare”, negandosi e fuggendo anche quando, in realtà, cederebbe da subito a tali lusinghe. Anche questo è frutto di stupidi maschilismi del passato e purtroppo ancora in parte imperanti, dove la donna se “cede” subito al corteggiamento viene bollata come “facile”, ma appunto per questo è necessario tenere in considerazione tutti questi aspetti prima di arrivare a sentenziare che, un determinato modo di porsi è da considerarsi subito una molestia. Di Casanova de noarti l’Italia ed il mondo ne è pieno dalla notte dei tempi, e sono peraltro personaggi ed atteggiamenti che, in questo freddo ed imminente futuro fatto solo di like, condivisioni e rapporti virtuali, potrebbero anche rappresentare un folklore da preservare, esemplari in via di estinzione che, per quanto fastidiosi, garantiscono l’equilibro dell’eco-sistema di genere. Come diceva Einstein “Se le api si estinguessero, all'uomo resterebbero solo quattro anni di vita”, quindi prima di mettere al bando qualunque cosa con superficialità è sempre bene andare a fondo e porsi delle domande. Anche perché, tra l’altro, oltre che pungere, c’è anche chi produce dell’ottimo miele, che oggi come ieri ancora conta moltissimi estimatori.





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