Collage di emozioni

di Laura Fiore

Numero 180 - Settembre 2017

La regista Cecilia Pagliarani presenta la quinta edizione del Festival del Cinema Vintage e ci racconta il suo percorso dietro la telecamera


Dal 28 al 30 Settembre, Roma ospiterà la nuova edizione del Festival del cinema vintage “Il gusto della memoria,” rassegna di film ispirati alle immagini d'archivio e che quest’anno avrà come tema “la famiglia”. Per il quarto anno è stato aperto il contest per registi appassionati di immagini d’archivio che attraverso le loro creazione racconteranno la Storia da un punto di vista alternativo a quello ufficiale, con una storia anche inventata e con i materiali cinematografici presenti in nosarchives.com e nell'archivio dell'Istituto Luce. Il contest è articolato in tre sezioni: Fiction, per cortometraggi della durata massima di 12 minuti; Documentari, per opere di reportage o di docufiction della durata massima di 30 minuti e infine la sezione Pubblicità, dedicata a spot pubblicitari per prodotti attuali o vintage, della durata massima di 3 minuti. I registi in gara, inoltre, hanno avuto la possibilità di utilizzare immagini vecchie e nuove girate con qualsiasi supporto tecnologico, proprio come ci racconta in questa intervista Cecilia Pagliarani, montatrice e regista nonché fondatrice e direttrice artistica di questo evento. -taglio- A settembre ci sarà la V edizione del festival del cinema vintage, con tema la famiglia e tutte le sue declinazioni, perché avete scelto questo tema?

“Prima di rispondere a questa domanda è necessario fare una premessa: io ed il mio team iniziamo a lavorare all’edizione successiva del Festival non appena la precedente volge al termine, quindi abbiamo scelto il tema per il concorso del 2017 un anno prima. Il 2016 è stato un anno che con i suoi avvenimenti ci ha un po’ ‘obbligato’ a scegliere la Famiglia. Era un momento in cui si parlava tanto delle unioni civili, della legge sulle adozioni. Tutto questo si è sovrapposto al nostro interesse sull’utilizzo del metalinguaggio utilizzando filmini amatoriali, creando un film di famiglia attraverso gli spezzoni di un’altra famiglia.”

Com’è nata l’idea di questo festival?

“Avevamo tutto questo materiale di immagini all’interno del nostro archivio: pellicole poco usate, che ogni tanto venivano acquistate. Cercavamo, quindi, un qualcosa di innovativo da poter far nascere da questo tipo di materiali. Così è nato questo festival/ laboratorio di creazione cinematografica. Ascoltando le scuole, parlandone col centro sperimentale, con la scuola del cinema di New York, l’idea è piaciuta ed è stato possibile metterla in atto.”

Essendo anche lei una regista, che consiglio vuole dare a tutti coloro che hanno intenzione di partecipare, per riuscire a vincere e a distinguersi?

“Come in tutti i film, per distinguersi deve essere ben chiara l’idea di partenza, soprattutto quando si fa un film -taglio2- di montaggio. Il 70 % del materiale deve essere preso da un archivio di film di famiglia o dell’Istituto Luce e quindi integrato con materiali e riprese proprie. Già nella scelta del materiale si definisce l’idea di quello che si vuole andare a creare. Deve essere un’intuizione del tutto nuova, con cui si convincerebbe un produttore.”

Facendo un passo indietro, come si è avvicinata al mondo del cinema e quando ha capito che sarebbe stata la sua strada?

“La scelta è stata precoce, però mi sono messa a lavorare subito dopo la scuola come assistente al montaggio e successivamente ho studiato presso scuole di cinema. Mi sono trasferita in Francia, dove ho frequentato l’Accademia del Cinema con specializzazione in creazione con materiali d’archivio, perché mi è sempre piaciuta l’idea di creare da quello che trovo sulla mia strada e da lì far nascere una storia.”

Ha collaborato con numerosi artisti, c’è un aneddoto che ricorda particolarmente?

“Incontri ne ho avuti tanti, belli e che mi hanno insegnato molto. Con Gianni Amelio, però, ho instaurato un rapporto creativo interessante, da lui ho imparato silenziosamente, è la mia persona di riferimento.”

Oltre al Festival, sarà impegnata anche in altri progetti, quali?

“Sto lavorando a due film ‘Il desiderio delle femmine’ che è un esperimento cinematografico, un docufiction sulla sessualità femminile, e l’altro di cui sto scrivendo la sceneggiatura, una fiction sulla storia dell’inventore del cinema.”





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