CLAUDIA PANDOLFI

Lasciarsi andare

di Tommaso Martinelli

Numero 186 - Marzo


È una delle attrici italiane più apprezzate e richieste, ma, a differenza di molte sue colleghe anche meno talentuose, ha conservato la spontaneità, la freschezza e la simpatia di sempre


Claudia Pandolfi è tornata in Tv con la seconda stagione di “È arrivata la felicità”. Avevamo lasciato la sua Angelica, sul finale della prima serie, felice e innamorata del suo Orlando. La ritroviamo, ora, invece, costretta a misurarsi con i problemi della routine di coppia e con la scoperta di un tumore. La bella Claudia ci regala anticipazioni, curiosità e sviluppi del suo personaggio e traccia un divertente ritratto di se stessa alle prese con i suoi due figli. Quelli veri: Gabriele che ha 11 anni e Tito che ne ha 2.

In questa seconda stagione di “È arrivata la felicità” la tua Angelica sarà alle prese con parecchie difficoltà, prima tra tutte un grave problema di salute...

“Quando ho letto per la prima volta il copione e ho scoperto cosa le sarebbe successo, d’istinto mi è venuto di gridare ‘No!’ e di gettare a terra la sceneggiatura. Mi dispiaceva l’idea che l’atmosfera sognante e leggera che aveva caratterizzato la prima stagione della serie venisse sostituita da una piega del racconto così emotivamente impegnativa e drammatica.”-taglio-

Poi che cosa hai fatto?

“Ho raccolto il copione e ho ripreso la lettura e mi sono accorta che un tema così delicato come la malattia sarebbe stato trattato con un approccio originale e divertente, se così si può dire. Mi spiego: vedremo un’Angelica forte e centrata, più di quanto avremmo mai immaginato. Una donna che non compie gesta memorabili, ma che risulta straordinaria, però, nella sua normalità. Assisteremo alla sua capacità di trarre forza, coraggio e determinazione da tutti quelli che la circondano e le vogliono bene. Compreso il suo Orlando (interpretato da Claudio Santamaria, ndr) che sarà una presenza molto ingombrante.”

È stato complicato misurarsi con un’evoluzione di questo tipo del tuo personaggio?

“Sono innamorata di questo ruolo e, per questo motivo, ho seguito con trepidazione tutto il suo nuovo percorso narrativo. È stata tostissima. L’ho vissuta malissimo. Non volevo che Angelica affrontasse qualcosa di così duro, volevo proteggerla.”

Chi è più brava come mamma tu o Angelica?

“Sicuramente lei. Io me la cavo, ci metto impegno e dedizione, ma lei è alle prese con una famiglia numerosissima. Io, a differenza sua, cerco anche momenti di solitudine, a casa, ogni tanto, provo a rintanarmi in stanze in cui non ci sia nessuno.”

Angelica e Orlando in questo nuovo ciclo di puntate soffrono la routine quotidiana. Qual è la tua ricetta, nella realtà, per non avere questi stessi problemi con il tuo compagno?

“Lavoro d’anticipo e cerco di prevenirla. La routine, certo, è una spada di Damocle che sta sopra tutti noi. Fino a qualche tempo fa, non delegavo mai a nessuno i miei compiti. Volevo fare tutto io e poi, però, mi lamentavo quando non ci riuscivo. Quando diventi madre, assieme a tuo figlio, nasce pure il senso di colpa che accompagna la vita di ogni genitore. E poi che fatica misurarsi con le gesta eroiche delle altre mamme! C’è sempre il rischio di sentirsi inadeguata. Occorre imparare a non pretendere troppo da se stesse, a non esigere la perfezione.”

Se ti guardi indietro, credi di essere cambiata nel corso degli anni?

“No, al contrario credo di essere la stessa di sempre, con la sola differenza che alcune cose, come l'inquietudine, adesso riesco a gestirle. Con il passare degli anni mi sono resa conto che alle volte è meglio lasciarsi andare mentre altre volte è necessario contenere la propria inquietudine.”

Nel corso della tua carriera hai interpretato spesso delle donne di Legge. Lo scorso anno, per esempio, hai ottenuto un grande successo nei panni di Emma La Torre in Romanzo siciliano...

“Sì, in effetti mi è capitato di interpretare donne di Legge ma non è stata questa la tipologia di personaggio che ho interpretato di più, visto che in passato ho portato più spesso in scena il ruolo della classica ragazza della porta accanto. Fermo restando che Emma, il magistrato che ho interpretato in Romanzo siciliano, a molti ha ricordato a tratti Giulia Corsi, che interpretavo nella fiction Distretto di Polizia. Giulia Corsi era un commissario, mentre Emma un pubblico ministero: due donne molto concrete, solide e solitarie. Nell'interpretare Emma, in un certo senso, è stato come fare un tuffo nel passato.”

Quale ricordo conservi delle riprese di questa serie in cui hai recitato, tra gli altri, accanto a Fabrizio Bentivoglio...

“Quando ho girato questa fiction ero mamma soltanto di Gabriele. Nonostante sia passato un bel po' di tempo, conservo intatto dentro di me un ricordo bellissimo delle riprese. Ricordo la bellissima accoglienza, riservata a tutti noi della troupe, da parte dei siciliani che hanno fatto di tutto, riuscendoci con la loro solarità, a farci sentire a casa.”

Sei diventata mamma prima di Gabriele e poi di Tito. Quali differenze tra le due gravidanze?

“Sono state due esperienze di vita completamente diverse, visto che tra l'una e l'altra sono passati un bel po' di anni. Mentre aspettavo Tito ho scoperto tantissime cose di me stessa, di cui magari non mi ero mai resa conto in passato. E credo che questa scoperta sia dovuta al fatto che quando aspettavo Gabriele avevo trent'anni mentre quando ho messo al mondo Tito ne ho compiuti quaranta. E a trent'anni, una donna, per tante ragioni, generalmente è diversa da una che ne ha quaranta.”

Quello della seconda cicogna è un traguardo che hai desiderato a lungo?

“Il secondo figlio è semplicemente arrivato e sono felice che ciò sia accaduto. Nel corso degli ultimi anni, molti miei famigliari continuavano a chiedermi quando avrei messo al mondo un altro bebè. E così, quando un bel giorno ho confidato a mia madre che quel figlio sarebbe arrivato a breve si è messa a piangere dalla gioia e mi ha confessato che sperava tanto in quella notizia. Ovviamente, adesso che c'è Tito nella nostra vita, provo tantissima gioia anche io.”

Il tuo primogenito Gabriele, che ha 11 anni, è affascinato dal tuo mestiere?

“Al contrario, comincia a non tollerarlo granché. Sarà forse per via dell’età che si avvicina a quella dell’adolescenza. Comincia a darmi quelle risposte che non vorrei sentire. A scansarsi quando gli do i baci. Una mamma attrice è parecchio ingombrante. Anche se faccio una vita normalissima, niente affatto mondana.”

Per chiudere, facciamo un piccolo passo indietro. Ti sei esibita a Sanremo con Santamaria sulle note del meraviglioso brano di Francesco Nuti “Sarà per te”. Alla fine della performance, ti abbiamo sentita chiederti come mai la Hunziker non avesse etichettato quel momento con il suo tormentone “meraviglioso” e in Rete molti hanno insinuato che volessi prenderla in giro. È davvero così?

“Assolutamente no! La mia era una battuta e si riferiva esclusivamente alla mia scadente performance. Era per dire che Michelle con riferimento a me non poteva certo dire che era stato un momento meraviglioso del Festival. Lei è stata bravissima a Sanremo, ha dato un grande ritmo alla conduzione, a fronte di quei due ‘salmoni’ di Baglioni e Favino (ride, ndr).”

“Occorre imparare a non pretendere troppo da se stesse, a non esigere la perfezione”


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