Classe medica a rischio

di Gennaro Santarpia

Numero 177 - Maggio 2017

L'Ordine di Messina denuncia l'ennesima aggressione ai medici nello svolgimento della professione


Il Presidente dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina, dott. Giacomo Caudo, confida la sua preoccupazione sull’esposizione sempre più cruenta ad atti di violenza contro i medici, della città siciliana.

Presidente Caudo, quando sono iniziate le aggressioni?

“Già quindici giorni fa un medico penitenziario presso la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto veniva violentemente ed immotivatamente colpito con un pugno da un detenuto al quale prestava le cure necessarie, riportando un serio problema ad un occhio e rischiando irrimediabilmente di perderlo. Le aggressioni purtroppo sono continuate,infatti, una ulteriore aggressione, per futili motivi e alla presenza degli agenti di sicurezza, è stata perpetrata ai danni di un altro medico penitenziario, sempre del Carcere di Barcellona P. G., ad opera di un detenuto che stava ricevendo regolarmente cure mediche. Si assiste, ancora una volta, impotenti ad una escalation di intollerabili atti di violenza nei confronti dei medici, dediti ad alleviare le sofferenze umane, che mette a dura prova la serenità dell’ambiente e, più in generale, del clima lavorativo in cui essi operano.”

Si può pensare che questi siano casi isolati? -taglio- “Non si tratta, purtroppo, di casi isolati dato che le cronache giornalistiche riportano con sempre maggiore frequenza episodi di brutale intolleranza verso la classe medica che,sfociati in alcuni casi anche nell’evento estremo della morte, non possono non suscitare sconcerto e profondo sgomento. L’Ordine di Messina pur manifestando solidarietà e comprensione verso i destinatari di questi atti di barbarie, non può non rilevare come questo stato di cose genera paura e insicurezza, incidendo negativamente sull’efficienza dell’azione sanitaria e, quindi, sulla tutela della salute pubblica, dovendo il medico preoccuparsi non soltanto del caso concreto sottoposto alla sua attenzione, ma adottare ogni mezzo idoneo a garanzia della propria incolumità fisica.”

Si tratta, dunque, di eccessi frequenti?

“Si, si tratta di eccessi non più sopportabili e, per questo, è necessario porre fine a questo clima di aggressioni che è degenerato in forme di violenza talmente esasperate, e talvolta irrimediabili, superando i limiti della civile tolleranza e sopportazione, oltre a compromettere il sereno esercizio della professione medica.”

Cosa occorre fare, secondo lei?

“Non sono sufficienti segni di solidarietà, da qualsiasi parte provengano,ma occorrono atti concreti volti a garantire sicurezza e protezione alla classe medica, ormai vessata nel suo quotidiano lavoro. In tal senso l’Istituzione -taglio2- ordinistica di Messina rivolge un vivo appello alle competenti Autorità, affinché intervengano fattivamente e urgentemente adottando le misure più efficaci ed idonee a tutela dei medici che operano nei presidi carcerari e in tutte le strutture sanitarie esposte a rischio e, nel contempo, a garanzia dei cittadini che hanno bisogno di cure per una buona salute. Naturalmente l’Ordine è sempre a fianco dei Colleghi che, nel rispetto dei principi etici e morali contenuti nel Giuramento di Ippocrate, sono sempre in prima linea per assolvere amorevolmente al proprio dovere, pur nel loro difficile cammino in quanto privi di adeguata tutela.”

In tal senso sappiamo che si è avviata una vera e propria campagna di sensibilizzazione...

“Certo, di fronte alla drammaticità di una situazione dilagante ed esplosiva, l’Ordine dei Medici di Messina aderisce alla campagna di sensibilizzazione pro sicurezza, lanciata dagli Ordini dei Medici di Napoli e di Bari, dal titolo: ‘Chi aggredisce un medico, aggredisce se stesso.’”

Lasciamo il dott. Caudo, sperando in una maggiore tutela di chi con grande disponibilità ogni giorno è affianco di chi soffre e accogliamo nelle nostre pagine la campagna di sensibilizzazione, sicuri che ogni lettore si adopererà per essere vicino ai medici, così come loro sono vicini ad ognuno di noi nel momento di qualsiasi problematica medica.





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