Carlotta Ferlito

Pronta a lasciare il segno

di Paolo Carotenuto

Numero 176 - Aprile 2017


Ha 22 anni e una grande voglia di far ricordare il suo nome nel mondo dello sport italiano ed internazionale. Vive le sue giornate ad alta intensità con un’energia incredibile ed ha voglia di vincere


Avrete sicuramente sentito parlare di lei e della sua bravura, Carlotta Ferlito è membro della Nazionale italiana di ginnastica artistica ed ha già due partecipazioni olimpiche all’attivo – Londra 2012, Rio 2016 -. Catanese doc, mette tutta la sua energia mediterranea nelle competizioni che la vedono impegnata in giro per il mondo; una grinta da far invidia, che le ha permesso di andare oltre le difficoltà che presenta questo sport fin dai primi anni da professionista. Conta ben quaranta medaglie nel suo palmarès, ma ama definirsi una ragazza con i piedi ben piantati a terra, nonostante le sue acrobazie e le sue incredibili giravolte alla trave le hanno fatto conquistare i podi più importanti della ginnastica artistica attuale. Nella sua vita, però, non c’è solo lo sport. La Ferlito, infatti, è stata nominata nel 2012 caporale dell’Esercito Italiano e dopo essersi diplomata al Liceo Linguistico si dice pronta a scoprire il mondo in tutte le sue sfumature. Carlotta Ferlito è inoltre diventata nota al grande pubblico grazie alla partecipazione a “Ginnaste vite parallele”, docu-reality di Mtv lanciato nel 2010. Questo piccolo momento dedicato al mondo dello spettacolo, le ha permesso di essere parte del corpo di ballo diretto dal coreografo Daniel Ezralow, che ha ballato la sigla iniziale della 62ª edizione del Festival di Sanremo. È nata una stella?

Sei una delle ginnaste più conosciute in Italia e nel mondo grazie ai tuoi meriti sportivi, ma anche alle tue numerose apparizioni in tv, ti piacerebbe un giorno entrare a far parte del mondo dello spettacolo?

“Eh, non so se faccio bene a rispondere a questa domanda! Nel mio mondo molte persone non hanno visto di buon occhio le mie partecipazioni televisive, per esempio al reality di Mtv ‘Vite parallele’. Dicevano che ero interessata soltanto alla notorietà, che volevo fare la star. Poi, alcune di quelle stesse persone, negli anni successivi, sono andate a fare il reality che criticavano. Per fortuna la vita è una ruota che gira! In ogni caso, ora resto ancora esclusivamente concentrata sullo sport, anche perché ho obiettivi importanti da raggiungere. Quando dirò basta al mondo della ginnastica, un pensiero forse lo farò!” -taglio-

Che effetto ti ha fatto iniziare ad essere riconosciuta anche da persone non propriamente coinvolte nel mondo della ginnastica artistica?

“Non ero ovviamente pronta! Per fortuna la mia famiglia mi ha sempre aiutato a tenere i piedi per terra e non discostarmi dalle mie priorità sportive e scolastiche. Allo stesso tempo, però, sapere che ci sono tante ragazze che seguono ciò che faccio, e magari si avvicinano al mondo della ginnastica anche grazie a me, mi riempie di orgoglio. Significa che, nonostante le voci di corridoio secondo le quali io sarei una con ‘la puzza sotto il naso’, qualcosa di buono sono riuscita a trasmetterlo.”

Spesso si pensa che la ginnastica sia uno sport per singoli, ma al contrario si ha una squadra cui pensare e sulla quale fare affidamento, com’è il rapporto tra colleghe?

“Io direi che in generale il rapporto tra donne non è semplice, se in più ci metti che ci sono gare ogni paio di mesi, posso dire che la competizione è tanta. Con alcune, per fortuna, è una competizione rispettosa e ‘sportiva’, purtroppo con altre invece entrano in ballo meccanismi che riguardano poco la gara in se per se e sfociano in piccoli screzi.”

Dura la vita tra ginnaste…

“Eh si! – dice ridendo. Sembriamo tutte cosi docili e carine, ma abbiamo un carattere da leonesse!”

La ginnastica è uno sport al quale ci si approccia ad un età molto bassa, come ha iniziato e come ha capito che sarebbe potuto diventare un “lavoro”?

“Devo ringraziare mia madre, non ha mai voluto che noi figli stessimo a casa a poltrire sul divano davanti la televisione. Inizialmente mi iscrisse in piscina, ma non mi sentivo a mio agio in acqua, così dopo qualche mese passai alla ginnastica. Iniziai ad allenarmi cinque volte a settimana e a fare le gare, da quel momento non ho mai pensato di cambiare direzione. Non voglio sembrare modesta, ma apprezzo molto la mia determinazione: sono convinta che grazie a questo lato del mio carattere, è stato possibile realizzare il sogno di diventare una ginnasta professionista e ritagliarmi la mia piccola fetta di spazio in un mondo così affollato.”

Citi spesso il tuo maestro Maurizio Ferullo, qual è stato il suo insegnamento più importante?

“Mi ha sempre detto di dovermi divertire, altrimenti non avrei retto alla pressione delle gare e degli allenatori esigenti.”

E riesci a farlo?

“Per fortuna si, anche se i periodi difficili capitano a tutti. C’è stato un momento in cui mi sono sentita inferiore alle altre, nonostante i podi conquistati, quindi di divertente c’era ben poco. Poi, grazie anche ad un grande lavoro mentale svolto col mio team, sono riuscita ritrovare la serenità giusta per affrontare gare ed allenamenti.”

Come concili la tua vita privata con lo sport?

“Il mondo della ginnastica è molto quadrato. Mi alleno cinque ore al giorno, ma nelle restanti undici riesco a dedicarmi ad altre attività, a scoprire nuovi poste, nuove cose e nuove persone. Le due cose possono tranquillamente andare di pari passo, anche durante manifestazioni importanti come le Olimpiadi, fa bene dedicarsi per un po’ ad altro, altrimenti si diventa pazzi e soprattutto fanatici!”

A breve parteciperà ai Campionati Europei individuali….

“Si, non vedo l’ora. Si terranno in Romania, nazione con una grande tradizione di ginnastica artistica. Spero di riuscire a salire sul podio, sarebbe una bella iniezione di fiducia soprattutto in vista poi delle qualificazioni al mondiale. Di sicuro, come in ogni gara io ci metterò il massimo, sto lavorando sodo da mesi per questa e tutte le altre gare, quindi teniamo le dita incrociate!”

Nonostante la tua giovane età, hai mai pensato a come ti vedi tra dieci anni?

“Beh, per questo sport non sono poi così giovane! La carriera di una ginnasta professionista finisce molto presto, intorno ai 26 anni. Per questo, oltre agli allenamenti ho sempre pensato anche a studiare. Non so come e dove sarò tra dieci anni, ma non ho nessuna voglia di abbandonare questo mondo! Sarebbe bello poter allenare giovani atlete alle prime armi, ma per il momento mi concentro sul presente, anche perché sono abbastanza impegnata!”

“Apprezzo molto la mia determinazione: sono convinta che grazie a questo lato del mio carattere, è stato possibile realizzare il sogno di diventare una ginnasta professionista”


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