Capodichino, arte e comfort

di Fabrizio Grieco

Numero 176 - Aprile 2017

Tante le novità e le bellezze da scoprire nell’aeroporto internazionale di Napoli, sempre più strutturato per diventare un hub a tutti gli effetti


Molte cose sono cambiate nell’aeroporto di Napoli rispetto a quando era solo uno scalo nazionale. Da quando è stato ristrutturato e ammodernato è salito al rango di scalo internazionale con grande beneficio non solo della città ma dell’intero Sud. Anni fa per viaggi a lunga percorrenza si aveva anche la scomodità di doversi recare a Fiumicino, il che era davvero fastidioso e stancante dato che da Napoli-Mergellina era stato abolito il treno diretto per l’aeroporto romano. Oggi si può partire da Napoli per moltissime destinazioni internazionali. Tante compagnie aeree oggi mirano ad avere la possibilità di farvi scalo. Il traffico di aerei e di passeggeri è aumentato in maniera esponenziale e l’afflusso di turisti interessati a visitare la nostra città e a conoscerne le bellezze, i monumenti, la gastronomia si è decuplicato. -taglio- Un problema resta ancora il tratto aeroporto-città e viceversa, anche se c’è il servizio Alibus, che non è però sufficiente per la mole di traffico di persone che si spostano. In merito ai tassì va detto che il rischio di “fregature” di una volta non c’è più grazie alle tariffe fisse che il tassì è obbligato a rispettare verso ciascuna destinazione cittadina o extraurbana. La vera prospettiva di efficienza è riposta nella metropolitana, quando raggiungerà l’aeroporto come avviene in tutte le città moderne. Capodichino non è certamente paragonabile per grandezza ai megascali delle metropoli mondiali ma si presenta particolarmente accogliente, intimo e caratteristico. Un vero e proprio salotto e, insieme, una vetrina della migliore produzione locale. I profumi di Carthusia, cravatte, valigie, borse, maglieria e biancheria di alta qualità offrono una grande possibilità di scelta insieme ai vari grandi marchi della moda. I punti vendita di prodotti alimentari tipici sono molto invitanti, alcuni spazi sono stati attrezzati in modo da ricordare le maioliche di Santa Chiara. Il turista in partenza può acquistare con calma e serenità “souvenir” gastronomici di ogni genere quasi a voler portare con sé e far provare a parenti e amici un poco dei sapori di Napoli: mozzarella, pasta, cioccolata, limoncello, per non parlare dei dolci. Il profumo delle sfogliatelle calde di Bellavia costituisce un grande attrattore per i golosi che difficilmente riescono a resistere alla tentazione di provare una riccia o una frolla e di comperare una pastiera, o una cassata o delle paste. Nei punti ristoro di bar e ristoranti i viaggiatori in attesa possono degustare una buona pizza e un ottimo caffè. Ma siccome non si vive di solo cibo, sono stati previsti anche spazi per l’arte. Nelle varie sale già da tempo erano esposti splendidi gruppi di pastori napoletani stile settecento e recentemente addirittura sono state variamente collocate alcune delle più importanti sculture classiche. Un vero e proprio percorso archeologico a disposizione dei viaggiatori per consentire loro di farsi un’idea dell’immenso patrimonio della regione. In mostra permanente, copie certificate e originali di sculture uscite per la prima volta dalle sale del Museo archeologico nazionale di Napoli MANN o -taglio2- dal museo di Capua, in accordo con la Soprintendenza archeologica della Campania. L’itinerario archeologico è imperniato sul tema del viaggio associato al volo attraverso le statue di Nike, Hermes, Trittolemo (originale custodito nel MANN) e Urania (da Capua) e allestimenti che ricompongono le statue nella loro interezza e le accompagnano in un ideale viaggio sullo sfondo delle frasi di Ovidio. Tra i reperti, anche un triclinium riprodotto con vasellame originale in vetro e bronzo proveniente da Pompei. Insomma una geniale idea di alta cultura offerta a chi passa per Napoli: un invito per chi arriva e un memorandum per chi parte! Infine un’altra grande novità che riguarda l’Aeroporto è stata appena annunciata e cioè l’inaugurazione del primo hotel a capsule d'Italia. Si chiama BenBo Bed&Boarding, definito un “nuovo format di ospitalità fast&cheap” dato che le tariffe per dormire (o riposare) in una capsula sono: 8 euro la prima ora, 7 dalla seconda in poi per la permanenza diurna, 25 euro le 9 ore notturne. Sarà attivo 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, per un “concept originale e in linea con le tendenze del viaggiare contemporaneo”. Si tratta di piccoli moduli abitativi autonomi: cabine delle dimensioni di circa 4 mq dotate di tutti i comfort necessari per il riposo del viaggiatore. Sapevamo che l’idea era nata in Giappone e ci era capitato di vedere le cabine nell’aeroporto di Monaco, dove erano collocate in ordine sparso delle zone di attesa, e ci erano sembrate utili e confortevoli, consideriamo dunque molto interessante e avveniristica la loro istallazione a Napoli. Il progetto, brevettato da un gruppo di architetti napoletani, finanziato da 3 imprenditori napoletani, nasce dal recupero della palazzina ex Ati- Pegaso, da tempo dismessa, nella zona Land side dell’aeroporto: 42 capsule: 40 casette tipo più 2 per diversamente abili. Le casette sono arancio, grigie e bianche, misurano 4 metri per 4, sono dotate di letto, tavolino, scarpiera, aria condizionata e smart tv. Ci sono 16 bagni in comune dotati di doccia, una reception attiva 24 ore su 24 e un giardino d’inverno che è anche spazio lounge per i visitatori. La nuova formula potrebbe essere esportata in altri aeroporti italiani, che già hanno mostrato interesse per il format.





Booking.com

Booking.com