Cantare Sanremo

di Teresa Pugliese

Numero 185 - Febbraio 2018

Patrizia Cirulli presenta il suo nuovo progetto discografico, che percorre la storia del Festival musicale per eccellenza


Profonda e delicatamente sofisticata. Questa è Patrizia Cirulli, cantautrice milanese, che noi di Albatros Magazine abbiamo incontrato in occasione dell’uscita del suo nuovo album: “Sanremo D’Autore”. L’artista ha reso omaggio ai big della musica italiana, reinterpretando canzoni come “Vita Spericolata” e “Donne”.

Il tuo disco contiene 12 brani di grandi artisti classificati ultimi, penultimi, o mai arrivati in finale al festival di Sanremo. Hai voluto regalare a queste canzoni una “seconda opportunità” o piuttosto una rivincita?

“Non credo sia una seconda possibilità. Nella maggior parte dei casi, infatti, sono canzoni di grande successo. Quindi direi che rappresenta più una rivincita, perché secondo me la bellezza di una canzone non si esaurisce nella valutazione di una giuria o di un gruppo ristretto di persone.”

Cosa rappresenta per te questo nuovo progetto discografico?

“In questo momento è una bella prova di interpretazione, mi piace soprattutto l’idea di aver fatto una cosa pop e in italiano, che poi rappresenta in effetti il mondo di Sanremo. Ho scelto quello che considero il pop d’autore, canzoni di musica leggera ma con un certo valore e spessore.”-taglio-

“Insolita e straordinaria” così ti ha definito un giorno Lucio Dalla. Quanto c’è di lui e della sua arte nella tua musica?

“È un artista che ho amato molto, questa affermazione mi lusinga. Identifico Lucio con la profondità e l’autenticità, sia nella musica che nella vita, e cerco di portare con me queste sue qualità.”

In questo album hai collaborato con tre grandi artisti: Mario Venuti, Sergio Cammariere ed il Maestro Vince Tempera. Che esperienza è stata?

“Sono tre artisti straordinari. Lavorare con Vince Tempera è stata una grande emozione. Abbiamo registrato insieme ‘Ciao amore ciao’ di Luigi Tenco, una canzone di grande significato, suonata e registrata in diretta, pianoforte e voce, come si faceva un tempo. Sergio Cammariere è stato molto generoso e gioioso, ha preso a cuore questa avventura musicale producendo lui stesso la traccia nella quale abbiamo duettato. Mario Venuti è un autore che ho sempre apprezzato, sono contenta di aver lavorato con lui.”

Il titolo “Sanremo d’Autore” potrebbe essere visto come una sorta di provocazione. Secondo te, le canzoni d’autore sono sottovalutate o poco apprezzate dal pubblico dell’Ariston?

“In parte si, anche se poi sono brani rimasti nella memoria di tutti. Ho voluto sottolineare il loro essere d’autore per la qualità della loro musica, ma anche per ricordare gli autori di queste canzoni, che spesso non vengono valorizzati e menzionati, soprattutto a Sanremo.”

In realtà un eccezione c’è: “Lei verrà” di Mango arrivò al -taglio2- 14° posto a Sanremo ’96. Qual è stato il tuo rapporto con Pino, con il quale hai anche duettato?

“È un artista che ho sempre amato, duettare con lui è stata un’emozione fortissima. È stato un autore autentico come Lucio Dalla. ‘Lei verrà’, non arrivò ultima, ma qualche gradino più su. L’ho cantata a modo mio, perché Pino è così originale, unico nella sua vocalità, totalmente opposta alla mia.”

Hai reinterpretato meravigliose canzoni della storia della musica italiana. A quale di questi brani ti senti particolarmente legata?

“Ognuno ha un suo motivo, ma una in particolate ha segnato qualcosa di profondo ed importante nella mia storia personale, oltre che artistica. Si tratta di ‘1950’ di Amedeo Minghi, un capolavoro. Ascoltarla mi fa emozionare, e a volte anche piangere.”

Il tuo album ha un fil rouge importante cioè: Sanremo. Hai mai pensato di calcare il palco dell’Ariston?

“Ho presentato un brano l’anno scorso, ed anche quest’anno ho proposto una canzone scritta da me e da Fausto Mesolella. Non è facile accedervi, ma lasciamo una porta aperta. Chissà un domani cosa può succedere.”

Pur essendo una cantautrice, da quale Autore faresti “firmare” un tuo brano?

“Ci fosse ancora, canterei volentieri un brano di Lucio Dalla. Mi piacerebbe però interpretare un pezzo di Sergio Cammariere. Chissà, magari un giorno proverò a chiederglielo.”





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