Bellezza & nuovi trend

di Marco Zorzetto

Numero 180 - Settembre 2017

Ossessione della perfezione o correzione dell'imperfezione? Le nuove frontiere della chirurgia estetica mettono al primo posto la naturalezza del risultato


Se un tempo i fan dedicavano la loro vita ad inseguire attori e cantanti, ora, nell'era 2.0, i nuovi divi sono loro: i chirurghi estetici. Hanno schiere di estimatori che li difendono a spada tratta sui gruppi facebook, creando delle vere e proprie battaglie sulla supremazia professionale dell’uno o dell'altro. I tempi cambiano e con essi miti e modelli: complici forse anche i social, sembrerebbe che oggi più che mai l’interesse collettivo sia rivolto all’apparenza e alla ricerca della perfezione. Ne parliamo con il Dottor Tito Marianetti, chirurgo maxillo facciale e ortognatico specializzato in rinoplastica.

Il paziente tipo si affida prevalentemente alla chirurgia estetica per motivi funzionali oppure prettamente estetici?

“Nella mia esperienza l’estetica e la funzione sono indissolubilmente legati in molte regioni del volto. Il paziente ideale è quello che viene da me soprattutto per un problema funzionale e ‘visto che ci siamo’ chiede di correggere anche il problema estetico associato.”

Se l'aspettativa da risultato è esclusivamente di natura estetica, vi è il rischio di non rimanere soddisfatti dal risultato?

“Essere eccessivamente concentrati sui dettagli e pretendere la perfezione del risultato non è un aspetto positivo per i pazienti. La ricerca della perfezione deve essere un anelito costante del chirurgo, ma il paziente deve concentrarsi sulla correzione della imperfezione. Oggi sono sempre più frequenti i pazienti insoddisfatti del risultato che giungono da me per essere operati di nuovo. Spesso si tratta di errori chirurgici, ma qualche volta chirurgo e paziente non si sono capiti. L’insoddisfazione del paziente è qualcosa che si può evitare se si chiariscono preoperatoriamente le aspettative del paziente e le possibilità terapeutiche del chirurgo.” -taglio- Esiste la perfezione oppure è solo una questione mentale?

“La perfezione non esiste. Tutti noi abbiamo dei difetti e a volte sono proprio quei difetti che ci rendono unici e attraenti. La ricerca continua della perfezione porta sempre all’insoddisfazione. Il voler eliminare, invece, dei difetti palesi è segno di volersi migliorare continuamente, desiderio positivo e apprezzabile.”

Parliamo di abuso da chirurgia estetica: la Barbie e il Ken Umani, qual'é la sua opinione a riguardo?

“Credo che esistano ormai delle caricature di essere umani. Purtroppo alcuni chirurghi sono complici. Non bisogna assecondare in tutto il paziente, credendo di conquistare la sua fiducia dicendo di sì a tutto. Conservando un’etica professionale, ma soprattutto mantenendo il senso della misura, si può fidelizzare ancora di più il paziente, che apprezzerà il nostro rifiuto di fronte a richieste di risultati innaturali.”

Quali sono i limiti entro i quali un professionista dovrebbe restare, evitando la pura speculazione ai danni del volto dei pazienti? -taglio2- “I limiti sono quelli della naturalezza del risultato. Nessun interesse economico o speculativo deve mai prevalere. L’utilizzo di prodotti certificati, l’operarsi in strutture mediche adeguate ed autorizzate, e l’affidarsi a chirurghi preparati e onesti sono gli ingredienti che salvano da danni.”

Oggigiorno anche l'universo maschile è molto dedito alla chirurgia estetica, come spiega questo fenomeno?

“È giusto che anche l’uomo curi la propria immagine maggiormente rispetto al passato. La chirurgia e la medicina estetica fanno parte di un’immagine dell’uomo diversa rispetto agli anni addietro, ma più adeguata al mondo contemporaneo.”

Vi sono differenze tra le aspettative di un uomo e quelle di una donna?

“Si. In media le aspettative dell’uomo sono più elevate rispetto a quelle di una donna, ma dipende sempre dal singolo paziente. Gli uomini sono solitamente più esigenti delle donne e talvolta presentano delle aspettative irrealistiche.”





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