Attori si nasce

di Gennaro Santarpia

Numero 181 - Ottobre 2017

Se c’è una persona che non ha paura di buttarsi in nuove avventure, è certamente lui! La sua carriera è costellata da molteplici ruoli, interpretati sempre al massimo ed ora ci presenta il suo ultimo film


Napoli. Ciro è un temuto killer, insieme a Rosari è una delle due "tigri" al servizio di don Vincenzo, "o' re do pesce" e della sua astuta moglie donna Maria. Fatima, invece, è una sognatrice, una giovane infermiera. Due mondi in apparenza così distanti, ma destinati a incontrarsi. È questo l’inizio dell’ultimo film di Giampaolo Morelli – Ciro – che questa volta ha deciso di cimentarsi in un musical assolutamente da non perdere. “Ammore e Malavita”, questo il titolo dell’opera che è stata presentata all’ultima edizione del Festival del Cinema di Venezia e che ha riscosso un enorme successo di pubblico e critica. Una lotta costante tra amore e razionalità ambientata tra i vicoli di una splendida Napoli, città che accompagna Giampaolo da tutta una vita, ma facciamo un passo indietro. Giampaolo Morelli inizia a lavorare nel mondo dello spettacolo facendo cabaret, teatro ed il prestigiatore, fino a quando decide di lasciare gli studi e dedicarsi completamente alla recitazione. È diventato noto al grande pubblico grazie alle numerose serie televisive cui ha partecipato, una su tutte: l’“Ispettore Coliandro”. Nel 2009 ritroviamo Morelli nei panni di conduttore al fianco di Elena Di Cioccio nel programma “Stracult”. Sul grande schermo, invece, ha recitato in “South Kensington”, regia di Carlo Vanzina, “Paz!” e “Amatemi”, entrambi diretti da Renato De Maria, “Dillo con parole mie”, regia di Daniele Luchetti, e “L'uomo perfetto”, regia di Luca Lucini. Nel Febbraio del 2011 pubblica il suo primo romanzo dal titolo “Un bravo ragazzo. Storia di un giovane prestigiatore, erotomane, dislessico e disadattato”, con la prefazione di Carlo Lucarelli. Due anni dopo esce la sua seconda opera: “7 ore per farti innamorare”. Noi di Albatros l’abbiamo incontrato in esclusiva!

Attore, conduttore, scrittore e sceneggiatore. Chi è Giampaolo Morelli?

“Eh, e chi lo sa! A parte gli scherzi, ho tante passioni ma l’unica professione in cui mi riconosco al cento per cento è l’attore, le altre sono più che altro ‘incursioni’, distrazioni, che ogni tanto mi piace concedermi. Non ho mai avuto la presunzione di pensare di esser diventato un conduttore, anche perché non credo ne sarei troppo capace.” -taglio- Come presentatore, però, ci hai preso gusto...

“Si, è una cosa che mi piace molto fare, anche se come ho detto prima non mi ritengo un esperto della professione. Ho avuto la fortuna di partecipare a programmi interessanti affiancato da persone che mi hanno aiutato ad imparare qualcosa di più sulla conduzione, tutto qui.”

In alcune interviste passate, però, ha dichiarato che guardare la tv non ti è mai piaciuto così tanto...

“Mah, in realtà continuo a guardare poca televisione. Esclusi alcuni programmi che ho sempre amato, come ‘Le Iene’. Infatti, l’esperienza da iena è stata una delle più belle e divertenti in assoluto!”

Passiamo al cinema, da pochi giorni è uscito il musical “Ammore e Malavita”...

“Si, l’ennesima opera folle dei Manetti Bros. Non so come le pensano, ‘Ammore e Malavita’ è una sceneggiata napoletana in chiave moderna che ho amato da subito, anche perché chi non ha mai sognato di essere una via di mezzo tra John Travolta e Mario Merola! – ride – È stata un’esperienza fantastica, con i miei colleghi si è instaurata subito una buona sintonia, e credo che sia stata proprio questa a rendere il prodotto finito un musical speciale ed unico nel suo genere. Spero che il pubblico apprezzi, di sicuro si ride tanto quindi almeno i soldi del biglietto non saranno buttati.”

Invece, sul fronte letterario, stai pensando di scrivere un nuovo romanzo?

“Non è una cosa che escludo, ma di sicuro non avverrà prossimamente. Ora come ora non ho molto tempo da poter dedicare alla scrittura, per fare una cosa bene è necessario sentirsi nelle condizioni adatte e favorevoli. Vedremo...”

Le dispiace il fatto che nonostante tutto, per molti sei e -taglio2- sarai sempre Coliandro?

“Assolutamente no! È un personaggio che adoro e che mi calza a pennello, sarei uno stupido a pensare il contrario. L’ispettore Coliandro è una personalità complessa e piena di sfumature: un tipo malinconico, sempre alla ricerca di qualcosa. Un amore che non riesce a trovare, una promozione che non riesce ad avere, una sua identità. Coliandro ha un carattere spigoloso, per questo la sera si ritrova sempre da solo, a mangiare la pizza del pakistano sul divano. Non è bellissimo?!”

Coma mai Coliandro è così amato dal pubblico?

“Perché non è un eroe scollato dalla realtà, e perché non rientra tra quei prodotti televisivi usa e getta che si dimenticano facilmente. Ha un non so che di ‘ipnotico’, quando inizi a guardarlo non riesci a cambiare canale.”

Rispetto a qualche anno fa è cambiata anche la tua opinione circa la paternità...

“Va bene, lo ammetto: ero di quelli che dicevano ‘per carità, non voglio un figlio’ poi, però, qualcosa è cambiato. Non so dare una spiegazione che abbia un senso compiuto, ma è successo e basta. Certo, avere accanto la persona giusta ha sicuramente aiutato il tutto, ed ora che guardo i miei figli l’unica cosa che provo è solo una gioia immensa. Non mi ritengo un padre perfetto, anzi, ma di sicuro uno dei miei obiettivi di vita è renderli fieri e felici.”

Che rapporto avevi con tuo padre?

“Normale. Certo quando all’inizio ho deciso di fare l’attore lasciando gli studi lui, come tutta la mia famiglia, non ha fatto i salti di gioia. Mi ha insegnato, però, a non mollare mai e ad inseguire i propri sogni così da renderli possibili.”

Se potessi tornare indietro, rifaresti lo stesso percorso?

“Si, senza ombra di dubbio.”





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