Assetato di vittoria

di Angelo Luongo

Numero 181 - Ottobre 2017

Il mago del fioretto, l’atleta che ha battuto tutti i record e che adesso è pronto a vincere da solo per completare il puzzle delle sue vittorie con l’unico pezzo che manca


La scherma è uno sport in cui l’Italia, da sempre, eccelle e lascia il segno in tutte le grandi competizioni internazionali. In particolare, all’ultimo Mondiale di Lipsia – lo scorso Luglio – abbiamo trionfato nel fioretto maschile grazie anche alla presenza di uno degli schermidori più forti della rosa azzurra: Andrea Cassarà. Classe 1984, bresciano, Cassarà è specializzato nella disciplina del fioretto, che nel corso degli anni gli ha regalato la possibilità di vincere numerose medaglie. Il suo maestro è stato Massimo Omeri, grazie al quale lo schermidore lombardo è diventato 3 volte Campione Europeo Individuale di fioretto a Zalaegerszeg, a Kiev e a Montreux, Campione Mondiale individuale a Catania, Campione Olimpico a Squadre a Londra. Sempre sotto la guida di Omeri, Andrea Cassarà ha vinto 5 Coppe del Mondo di fioretto (3 delle quali consecutive: 2011, 2012, 2013) 5 Campionati del Mondo a Squadre e 5 Campionati Europei a Squadre. Lo scorso anno, Cassarà ha cambiato allenatore - Eugenio Migliore – con il quale ha continuato la sua striscia di vittorie confermandosi il detentore del record di vittorie in gare di coppa del mondo di fioretto avendo vinto il maggior numero di gare di coppa del mondo in tutta la storia del fioretto. Una cronologia, questa, che lascia a bocca aperta, ma che è frutto di ore ed ore passate ad allenarsi e di tanta determinazione, proprio come ci racconta Cassarà in questa intervista.

Quest’estate ha trionfato con la sua squadra ai Mondiali di Lipsia, ci parli di questa esperienza...

“Questi Mondiali sono stati per me e per i miei compagni di squadra la conferma che aspettavamo. Abbiamo messo una grinta pazzesca in ogni gara e non per essere presuntuosi, ma ci siamo assolutamente meritati di vincere. Abbiamo lavorato sodo e a lungo per difendere la nostra posizione nella classifica generale e fino ad ora non siamo rimasti delusi.” -taglio-

Voi schermidori siete impegnati tutto l’anno, le pesa il fatto di non avere mai una pausa “lunga”?

“Non eccessivamente; chi decide di praticare uno sport a livello agonistico ha bisogno di un costante impegno in manifestazioni di alto profilo, solo in questo modo si hanno sempre nuovi stimoli e si migliora. Quindi bene vengano tutti gli impegni previsti per la stagione.”

Lei è certamente uno schermidore di punta della nazionale italiana, le capita di avvertire un po’ di pressione?

“Capita raramente, cerco sempre di concentrarmi su quello che devo fare in quel determinato momento. Ogni gara fa storia a sé, bisogna essere determinati fin dalle qualificazioni e rispettare tutti gli avversari. Nella scherma si gareggia contro l’uomo e non contro un cronometro o un’asticella. Quindi non hai mai il conforto di avere nelle gambe un tempo o una misura che ti possono garantire un piazzamento, basterebbe davvero poco per lasciarsi trascinare dalle emozioni, ma una cosa che mi hanno insegnato è estraniarmi da tutto ciò che non è importante.”

Lei ha vinto 2 ori olimpici e 7 ori mondiali, ma sempre -taglio2- nella gara a squadre. Quello che manca è una vittoria individuale...

“Ahimè si, ma non mi lamento dei risultati ottenuti fino ad ora. Certo, mi piacerebbe molto riuscire a conquistare una medaglia in una gara individuale, soprattutto se si pensa che per uno sportivo vincere le Olimpiadi è qualcosa di indimenticabile ed indelebile. Sto lavorando tanto per cercare di raggiungere finalmente questo obiettivo a Tokyo 2020, speriamo sia la volta buona.”

Gareggerà, quindi, ancora per un bel po’ di tempo...

“Si, è vero ho una certa età, ma la scherma e tutto quello che circonda questo sport, è parte integrante della mia vita. Non mi vedo a fare qualcosa di diverso, infatti, quando arriverà il momento di dire basta, sicuramente allenerò. Mi piace l’idea di passare il testimone ad un atleta giovane che ha tutta la vita davanti.”

Da quando ha iniziato, è cambiata la scherma?

“Si, come un po’ tutti gli sport. Il cambiamento è inevitabile e nel caso della scherma il fisico sta acquistando importanza, anche se poi a fare la differenza resta sempre la tecnica.”





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