ANNA FOGLIETTA

Connubio perfetto

di Paolo Carotenuto

Numero 186 - Marzo


È nel mondo dello spettacolo da tantissimi anni, ha iniziato come factotum in un teatro della capitale, per poi diventare la bravissima attrice che conosciamo oggi


Anna Foglietta, attrice di successo, entra a far parte del mondo dello spettacolo quasi per caso; da sempre appassionata di tutto ciò che è arte, dopo il diploma, si diverte come tuttofare presso il Teatro de’ Cocci di Roma. Si può dire che da quel momento inizia ufficialmente la sua gavetta. Un percorso dalle mille sfumature quello della Foglietta, che muove i suoi primi passi tra la pubblicità passando per il teatro, la televisione ed infine al cinema. Quest’ultima è certamente la “dimensione” che preferisce e che sente adatta per lei, così nel 2006 troviamo Anna Foglietta nel film “Sfiorati” di Angelo Orlandi e nel 2008 in “Solo un padre” di Luca Lucini. Il pubblico e la critica iniziano a conoscerla e ad apprezzarla in qualsiasi ruolo, infatti, nel 2011 con il ruolo di Eva nella pellicola “Nessuno mi può giudicare” di Massimiliano Bruno ottiene la candidatura ai David di Donatello e al Nastri d’Argento. Anna Foglietta riceve, inoltre, il premio Antica Fratta che la consacra come Miglior Attrice di Commedia per quell’anno. Successivamente, il suo cammino professionale e non è tutto in discesa, ha collaborato con i Vanzina e con Neri Parenti, solo per citarne alcuni. Nonostante i molti impegni sul set, la Foglietta cerca di dedicare quanto più tempo possibile alla famiglia, in particolare ai suoi tre figli. Noi di Albatros l’abbiamo incontrata, per conoscere cosa si nasconde dietro questa grande attrice.-taglio-

Prima di diventare una grande attrice, ha dovuto affrontare anni ed anni di gavetta. Ha mai pensato di cambiare strada?

“Sono stata una sconosciuta per 10 anni, ed ho iniziato davvero dal ‘basso’. Detto questo, i miei genitori avevano in mente altri progetti per me, ma il richiamo dell’arte è stato più forte, sentivo che era la cosa giusta da fare. I consensi sono arrivati al momento giusto: ho sempre diffidato del successo precoce, dà l’illusione che sia così per sempre. Al contrario, aver costruito mattoncino dopo mattoncino un percorso che nel tempo si è ben delineato mi rende fiera e sicura.”

Cosa ne pensa della situazione attuale del cinema italiano?

“Beh, non ho timore ad affermare che al momento esiste un effettivo vuoto di donne vere al cinema. Vari registi come Tornatore, Salvatores, Sorrentino scrivono pochi film puntando sulle attrici e questa è una carenza che pesa molto. Allo stesso tempo, però, sono fiduciosa e spero quindi in un possibile cambio di direzione.”

Assodato questo, quindi come affronta la situazione? “Il mio motto è: non farsi influenzare dalle energie negative altrui. Infatti, più gli altri sono pesanti, più io divento lieve senza mai scoraggiarmi.”

Avrà un difetto...

“Ovvio! Ammetto che mi capita di essere troppo saccente, ma è una cosa sopportabile – ride nrd - .”

Oltre ad essere affermata in campo professionale, è madre di tre splendidi bambini. Come riesce a stare al passo con tutto?

“Premetto che non è semplice, ma tutte le cose che faccio nella mia vita sono sempre mosse da grandissima passione e da grandissima responsabilità. Di conseguenza, riesco a fare tutto perché mi piace tutto, sono una grande avida come dice la Merini: ‘rubo la vita e mi piace cibarmene’. Non riesco a fare a meno dei miei figli, ma non riesco a fare a meno neanche della recitazione, gli uni mi danno la carica per fare l’altro e viceversa, mi accrescono molto come donna e come artista ed il teatro e la recitazione in generale mi aiuta ad essere una mamma leggera e creativa.”

Tra i numerosi ruoli che ha interpretato, spesso la ritroviamo in vesti comiche...

“Sì, mi reputo una paladina dell’ironia e dell’autoironia. Mi piace molto scherzare e giocare, e di conseguenza mi trovo decisamente a mio agio nei panni di un personaggio comico. Anche se, al contrario di quel che si può pensare, è molto più complicato preparare un personaggio del genere piuttosto uno più serioso.”

Passiamo ai social, che tipo di rapporto ha con la comunicazione moderna?

“Tutto è nato da una mia campagna social di sensibilizzazione su un tema cui tengo molto, che sono i bambini siriani. Era proprio un periodo in cui mi domandavo, ma come è possibile che le persone che magari hanno due milioni di followers non postino ogni tanto qualcosa per ricordare, che ne so, la carestia in Sudan o il genocidio in Angola. Possibile che del resto del mondo non gliene freghi proprio niente? È una cosa che mi indigna perché non serve tutti i giorni, ma una foto ogni tanto può accendere un faro. Io mi interrogo quotidianamente sull'uso intelligente che si può fare dei social e sono convinta che, utilizzati con criterio, possano essere molto utili. Vedo cosa fa Leo DiCaprio sulle battaglie ambientaliste e trovo bellissimo come, con una foto al giorno, ti costringe a pensare a qualcosa su cui non avevi riflettuto."

Inoltre, la sua campagna si è concretizzata con la realizzazione del libro di favole “Every child is my child”, nel quale ha scritto “Occhi neri”...

“Sì, si tratta di una storia autobiografica nata dal mio ricordo di bambina quando con mio fratello maggiore e mia mamma da giugno a settembre andavamo in una casa di campagna alle porte di Roma a passare l'estate. Era una casa molto umile ma c'era il capanno per gli attrezzi e le biciclette, e noi ci sentivamo dei supereroi, organizzavamo un sacco di missioni. Sono partita da lì per poi spostare l'attenzione su Lampedusa perché non riesco a dimenticare cosa succede lì, per me è doloroso vedere il viaggio che devono affrontare donne, uomini e bambini e come spesso vengono liquidati quando arrivano da noi. Divento pazza quando sento chi dice 'risolvete i problemi a casa vostra'. Con ‘Occhi neri’ ho cercato di raccontare una favola pur senza dimenticare la realtà.”

“Il mio motto è: non farsi influenzare dalle energie negative altrui. Infatti, più gli altri sono pesanti, più io divento lieve senza mai scoraggiarmi”


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