Andrea De Rosa

Artisti si nasce

di Laura Fiore


Quando si ha una passione per la scrittura molto forte e, allo stesso modo, si ama la recitazione: quello che viene fuori è uno spettacolo teatrale ricco di spunti di riflessione che vi faranno indossare per una sera i panni di un vero e proprio attore


Il prossimo 13 Febbraio andrà in scena alla Sala Umberto di Roma, il nuovo spettacolo di Andrea De Rosa “Psicomico REvolution”, interessante continuum della precedente opera “Psicomico” che ha visto il suo debutto nel marzo del 2016. Ora, però, è tutto cambiato e, mentre prima in scena De Rosa era solo, in questo nuovo spettacolo sarà accompagnato da Lucia Rossi la quale interpreterà una psicologa molto particolare. “Psicomico REvolution” è stato scritto dallo stesso De Rosa, il quale non ha mai nascosto la sua grande passione per la scrittura, proprio come ci racconterà in questa intervista. Trentenne, Andrea De Rosa, vanta davvero numerosi successi nel corso degli anni, sia teatrali che cinematografici. È riuscito a ritagliarsi il proprio spazio nel mondo dello spettacolo grazie al suo carisma e alla sua determinazione, ogni ruolo è interpretato con meticolosità e grande attenzione. Il protagonista del suo spettacolo sta per andare via dall’Italia, ma Andrea invece proprio non ci pensa: ama il suo Paese e soprattutto la sua città. Abbiamo scambiato con lui quattro chiacchiere in anteprima sul suo nuovo lavoro teatrale e sulla sua vita, non resterete delusi!

Sarai in scena con lo spettacolo “Psicomico devolution” parlaci del tuo personaggio...

“In questo spettacolo, che nasce da uno precedente dal nome ‘Psicomico’, sono Andrea: attore comico incazzato col mondo che si rivolge ad uno psicologo per sfogare la sua rabbia prima di trasferirsi a Londra. Nel primo spettacolo questo psicologo è inesistente, è la voce della coscienza a parlare. Adesso, invece, Andrea si interfaccia con un vero dottore, ma mette subito le cose in chiaro: è lì per fare una chiacchierata e non ha nessuna voglia di farsi psicanalizzare. Essendo l’autore di ‘Psicomico’ scrivendolo mi sono detto le parole di cui avevo bisogno. L’elemento in comune dei due spettacoli è il raggiungimento delle consapevolezze e quindi del proprio miglioramento personale.” -taglio- Hai anticipato che ci sarà un secondo personaggio al tuo fianco... “Si, questo spettacolo rispetto al precedente ha una psicoterapeuta vera e propria, Lucia Rossi, anche lei repressa che va avanti a psicofarmaci dopo aver divorziato dal marito. È triste, non ha più tanta voglia di lavorare, infatti accoglie senza entusiasmo il suo paziente. Ma qualcosa cambierà le carte in tavola.”

Nello spettacolo Lucia afferma che l’unica rivoluzione possibile è quella personale... “Assolutamente! È un vero e proprio stile di vita difficile da comprendere. Nell’istante in cui la psicologa asseconda l’impostazione un po’ strana di Andrea, e dopo che l’attore si rende conto che la rivoluzione per arrivare ad essere qualcosa deve essere individuale, c’è un cambio di registro dello spettacolo.”

C’è qualcosa di te in questo personaggio?

“Ovvio! Certo capita che alcune cose debbano essere romanzate per necessità teatrale, ma mettere parte di se stessi rende tutto più vero. Quando scrivo, cerco di canalizzare le cose che ho da dire, così si deforma la situazione.”

Hai mai pensato di trasferirti all’estero?

“No, almeno non fino a questo momento. La vita è aperta a numerose possibilità, ho un carattere mutevole quindi mai dire mai. Finora non ho sentito l’esigenza, non voglio andarmene dall’Italia e soprattutto dalla mia città Roma. Non immagino di vivere altrove; i problemi ci sono, ma la amo.”

Come nasce la tua passione per la scrittura?

“Ce l’ho sempre avuta! La scrittura è stimolante, mi mantiene in esercizio e scatena la mia creatività. Da piccolo a scuola quando c’erano lezioni che non mi interessavano, mi dilettavo in filastrocche e piccoli racconti. L’unica materia in cui andavo bene era italiano. Scrivere e successivamente poter utilizzare il palco per interpretare le mie storie, è qualcosa di fantastico. Ho usato il monologo come termometro per capire meglio il mio cambiamento relazionato a ciò che mi circonda.”

Quali sono i progetti futuri?

“Mi piacerebbe portare in giro lo spettacolo, sarebbe davvero una bella esperienza. Nel frattempo, però, sarò in un film ‘Maremmamara’ ed in una serie horror. Ho un bel po’ di progetti in cantiere!”

“La vita è aperta a numerose possibilità, ho un carattere mutevole quindi mai dire mai. Finora non ho sentito l’esigenza, non voglio andarmene dall’Italia e soprattutto dalla mia città Roma”


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