Amori al capolinea

Dolceamara

di Lucia de Cristofaro


Dirsi la verità e arrendersi migliora la vita? Apre o meno le porte ad amori più felici? Questa è la domanda che dobbiamo porci, pensando alle nostre storie passate, ma anche ai possibili dubbi del presente e del futuro.


È chiaro che fare tutto il possibile per salvare un matrimonio o una relazione sentimentale che conta è un atto d’amore, di lui, o lei, che tiene veramente al rapporto e spera di recuperarlo alla vita. Purtroppo, però, ci sono situazioni in cui qualsiasi atto d’amore deve allentare la presa, quando il tentativo è a senso unico e il partner tende a esasperare i conflitti, comportandosi in modo ambivalente e contraddittorio. Un partner passivo affronta la crisi in modo apatico e il desiderio di continuare a mantenere vivo il rapporto potrebbe anche rivelarsi un vero e proprio masochismo mentale. Al partner impegnato nella “missione” di salvare il rapporto manca la visione d’insieme, di tutto quello che ha profuso, accorgendosi per primo/a che qualcosa non andava, cercando di parlare avendo pazienza di fronte a comportamenti discutibili, alla trascuratezza o a cellulari pieni di messaggi ambigui. Ma capire, comprendere. mettersi in gioco o farsi un esame di coscienza, non sempre danno risultati positivi. In una coppia che funziona l’amore è magia, passione, mistero ed è di certo più semplice continuare a pensare che tutto vada bene piuttosto che aprire gli occhi e guardare in faccia una realtà dove si sono già insinuate varie insidie. Se solo si fosse onesti con se stessi lo si capirebbe che una storia è finita. Basterebbe un attimo di riflessione, un’intima e sincera introspezione, per notare come il nostro rapporto di coppia continua a reggersi sull’inerzia della quotidianità che trascina, lenta e greve, le spoglie di un sentimento ormai inesistente. Ci vuole coraggio per ammettere che la persona con cui si condivide la propria vita è diventata una blanda compagnia che scaccia lo spettro della solitudine, il terrore di restare privi di una presenza quotidiana è più forte del desiderio di ritrovare l'amore. Essere in perenne conflitto, come accondiscendere passivamente alle richieste dell’altro, sono il chiaro sintomo della crisi che cerca una qualsiasi sciocchezza per sfogare un'insoddisfazione repressa. Evitare ogni tipo di approccio, anche il più delicato, dimostra l’impossibilità di superare una forte difficoltà che neppure con il sesso può essere più arginata. Esistono tanti motivi per cui ci si allontana e quando ciò accade, è difficile stabilire se la relazione debba essere troncata, o se invece valga la pena sforzarsi di farla funzionare di nuovo, purtroppo non ci sono ricette quando ad essere coinvolti sono i sentimenti, le emozioni, quella sfera affettiva che coinvolge tutto il nostro essere. Probabilmente l'unica cosa possibile è stabilire se il nostro “attaccamento terapeutico” sia dovuto all'orgoglio ferito o a vero amore, ed anche in questo caso se esso sia corrisposto. A volte noi pensiamo di vivere in coppia ed invece ognuno dei partner vive una storia diversa e vede l'altro in modo differente da ciò che lui/lei desidera; giungere a questa consapevolezza significa finalmente liberarsi da qualsiasi gabbia, fosse anche quella dorata dell'amore illusorio e riaprirsi finalmente alla vita, una vita che potrebbe riservarci sorprese davvero uniche e completamente imprevedibili.


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